Primi assalti in dicembre Da mesi l’incubo della città
Tanti sospetti e indizi per oltre 20 fatti accaduti tra Foro Boario, Gad e Centro C’è la sua firma in tutti i furti e “strappi” del telefonino, ma servono altri riscontri
C’è sempre una prima volta, e quella dello scippatore seriale, l’«uomo in nero», risale al 2 dicembre scorso, quando nella stessa sera scippò e rapinò, mandandole all’ospedale, due donne in poco meno di un’ora, tra via Barlaam e via Garibaldi. Al momento, però, è bene ricordare a chi legge, che queste sono ipotesi giornalistiche - e indizi e sospetti degli inquirenti, squadra mobile e procura - poichè per arrivare a contestare la lunga serie di assalti che da dicembre ad oggi si sono registrati in città - dicevano ieri dalla Polizia - occorrono riscontri, prove, dati certi. «Non abbiamo ancora la certezza per attribuire altri fatti all’infuori di quello per cui è stato emesso l’ordine di cattura» spiegavano dalla polizia. Ma dallo stesso palazzo della questura basta parlare a taccuino chiuso e, tirando quasi un sospiro di sollievo, si raccoglie la soddisfazione da chi sta lavorando sul caso: «Dovevamo fermarlo». Partendo dalle ipotesi giornalistiche, dunque l'uomo in nero, così descritto perché vestiva sempre di scuro, dopo 5 scippi violenti tra dicembre e gennaio andò in letargo per risvegliarsi agli inizi di aprile. L’inverno scorso i colpi, in 5 punti diversi della città (vie Cattaneo, Recchi, Barlaam e Garibaldi) portarono l’attenzione su una persona senza scrupoli e violenta: che addirittura scippò/rapinò una signora anziana a spasso con il passeggino e il nipotino. Mandò all’ospedale tutte le sue vittime, una con fratture per 45 giorni ma le indagini, allora tra polizia e carabinieri, non portarono a nulla. Poi agli inizi di aprile, altri cinque scippi, a cavallo del weekend, due notti diverse ma poco più di 24 ore, tra la mezzanotte di venerdì e le 3 del mattino di domenica. Lo scippatore si era spostato in via Terranuova e in successione nell’arco di poche ore altri colpi in via Saraceno, via Capo delle Volte, angolo piazzetta Colomba, in via Nazario Sauro e poi via Savonarola. In bicicletta o a piedi, stessa tecnica, avvicinava le sue vittime e strappava borsa o cellulare dalle mani mentre stavano telefonando. Tutti hanno indicato lo scippatore vestito di nero e alto 1.65, guarda caso l’altezza di Mahamad Faida. Poi ai primi di maggio fino ad oggi altri colpi a raffica in via Paradiso, Viale Po, via Darsena, via Garibaldi e corso Porta Mare. Un crescendo con una ragazza trascinata a terra in piazzale Medaglie D’oro, quindi un’altra pochi giorni in via Carlo Mayr e per finire gli ultimi due colpi in via Bologna, uno nei pressi della banca Credem, l’altro incrocio via Passega. Scippi violenti, strappi, stessa firma, stesso uomo, in nero. Ma si cercano riscontri. Per contestare, conteggiati dalle cronache, almeno 19 scippi-rapine. Ma - dicono con amarezza dalla questura - potrebbe, essere tanti di più.
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