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Segnaletica carente, dirigente a processo

Segnaletica carente, dirigente a processo

Il responsabile del settore Lavori pubblici di Comacchio dal gup per i 3 morti del Mezzano (aprile 2014)

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Nuova tappa ieri del procedimento penale per l’incidente avvenuto nel Mezzano il 24 aprile 2014 alle otto della sera in cui morirono tre persone: Nicola Buonafede, 23 anni, di Comacchio, e due donne serbe di 45 anni, Spasoika Kukilo e Radmilla Pejovic che lavoravano come stagionali agricole. Le donne viaggiavano su un Ford Transit guidato dal connazionale Zeliko Kukjlo, in aperta campagna desi scontrò con la Volkswagen Polo guidata da giovane comacchiese; l’impatto avvenne all’incrocio tra Strada Umana e Strada Fosse.

Per omicidio colposo la procura ha indagato due persone, il conducente del pulmino, che nel novembre 2015 ha patteggiato una pena di mesi, e l’allora dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Comacchio Claudio Fedozzi; nel 2014 non era in vigore la nuova legge sull’omicidio stradale, ma per il pm Giuseppe Tittaferrante tra le cause dell’incidente vi fu anche la carente segnaletica stradale; in particolare sull’asfalto il segnale orizzontale di stop tra Strada Fosse e Strada Umana era poco visibile, mentre il cartello verticale era parzialmente coperto dalla vegetazione.

Ieri mattina l’architetto Fedozzi, che ritiene di non avere responsabilità, è stato ascoltato nel corso dell’udienza preliminare e ha spiegato al giudice Piera Tassoni quali erano la sue competenze di dirigente del Comune.

L’udienza è stata aggiornata al 19 maggio, data entro la quale gli avvocati difesnori Riccardo Caniato e Riccardo Venturi decideranno se proseguire con la normale discussione o se fare richiesta di rito abbreviato.

I familiari di Buonafede, che quella sera del 24 aprile procedeva in via Strada Fosse, si sono costituiti parte civile e hanno scelto com difensori gli avvocati Giacomo Forlani e Samuele Bellotti.

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