La Nuova Ferrara

Ferrara

cna sollecita i comuni

«Applicate il nuovo codice appalti»

«Applicate il nuovo codice appalti»

La normativa offre opportunità alle piccole e medie imprese

2 MINUTI DI LETTURA





Il nuovo Codice degli appalti apre spazi nuovi per le piccole e medie imprese, fino ad oggi in posizione marginale rispetto ad un mercato che privilegiava grandi dimensioni e logiche come il massimo ribasso. Uno “scatto”, quindi, a detta del presidente nazionale di Cna Costruzioni, Rinaldo Incerpi intervenuto l’altra sera al convegno nella sede di via Caldirolo, dedicato all’approfondimento delle opportunità aperte con la nuova normativa, che deve però ancora diventare pratica quotidiana delle stazioni appaltanti.

Ciò, in primo luogo, per l’assenza dei decreti attuativi e di quelle Linee guida Anac, che renderanno chiari e inequivocabili i criteri da adottare nelle gare d’appalto, come ha sottolineare il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani intervenendo all’iniziativa di Cna Costruzioni, alla luce di un decreto che lascia ancora troppi “buchi” interpretativi. D’altra parte, lo stesso Tagliani ha rimarcato i molti aspetti positivi del nuovo Codice, a partire dalla scelta di privilegiare nelle gare d’appalto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – quello già attuato da tempo dall’Amministrazione comunale - in grado di meglio assicurare la qualità del progetto e le tempistiche di realizzazione, premiando le effettive capacità dell’impresa aggiudicatrice.

E tuttavia, ciò che è uscito dalla porta può entrare dalla finestra – ha osservato Lorenzo Minganti, esperto in diritto amministrativo e lavori pubblici – La logica del massimo ribasso rischia di sopravvivere nelle gare d’appalto soprattutto dei Comuni più piccoli per forza d’inerzia, eccesso di autotutela e difficoltà a mettere in pratica gli aspetti tecnici della nuova normativa, certo ispirata alla semplificazione, ma i cui contenuti innovativi richiedono una riconversione di una certa complessità.

Obbligo di frazionare i grandi appalti in lotti funzionali, rendendoli così più accessibili alle piccole e medie imprese, possibilità, per le opere fino a un milione di euro, di organizzare gare a invito, rivolte a un numero crescente di imprese a seconda dell’ammontare della gara, affidamenti diretti fino a 40 mila euro. La scelta compiuta con il nuovo Codice appalti, anche per il confronto instaurato dall’Associazione in questi mesi con i legislatori, è inequivocabile: rendere protagonista quel sistema di piccole e medie imprese che, come ha ricordato il presidente provinciale di Cna Costruzioni, Riccardo Roccati – costituisce oltre il 90% del tessuto produttivo nazionale.

Ora si tratta di passare ad una nuova fase e Cna chiede uno sforzo adeguato a tutte le amministrazioni direttamente interessate alla normativa, candidandosi a contribuire in prima persona al processo di transizione al nuovo Codice, così come sta avvenendo per il Comune di Ferrara, ma consapevole che saranno necessarie sollecitazione e persuasione, affinché amministrazioni locali e dirigenti delle stazioni appaltanti accolgano queste novità

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google