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Bergamini: non celebrerò mai le unioni tra gay

di Marcello Pulidori
Bergamini: non celebrerò mai le unioni tra gay

Il sindaco leghista di Bondeno: «È un tema che non mi interessa, ho altro da fare. Qui c’è gente che mi chiede un lavoro, una casa, che non arriva a fine mese»

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BONDENO. Il tema non è caldo. È caldissimo. E non solo perché mercoledì scorso il Parlamento ha approvato la legge. Parliamo delle unioni civili. L’argomento sta infiammando diverse campagne elettorali. L'11 maggio scorso la Camera ha dato l’ok in via definitiva alla legge che istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La Lega Nord si è immediatamente appellata ai suoi sindaci perché disobbediscano e non celebrino le “nozze” tra persone dello stesso sesso. A Bondeno il sindaco è Fabio Bergamini, Lega Nord, manco a dirlo. Ieri lo abbiamo raggiunto al telefono.

Sindaco, che posizione ha al riguardo? Obbedirà all’invito alla disobbedienza?

«Guardi, intanto la ringrazio perché colgo l’occasione, sulle colonne della Nuova, per chiarire una volta per tutte la questione. Lo dico subito: io non celebrerò matrimoni tra persone dello stesso sesso. Punto e basta. Per me il discorso potrebbe chiudersi qua».

“Sindaci della Lega disobbedite”, ha detto il “suo” segretario Matteo Salvini, parlando di “legge sbagliata, anticamera delle adozioni gay”. Lei è sulle stesse posizioni?

«Identiche».

E per quanto riguarda le unioni civili (che non sono la stessa cosa del matrimonio)?

«Stessa risposta».

Quindi a Bondeno vietate le unioni civili?

«Vietate no, per carità. Certo però non sarà il sindaco, cioè il sottoscritto, a celebrarle. Per il resto è chiaro che un Comune ha l’obbligo di recepire una legge del Parlamento».

Sindaco, perché (al di là delle indicazioni di partito, la Lega), questa sua ostilità nei confronti delle unioni civili?

«Ma posso permettermi, da sindaco, di dire che qui abbiamo cose più importanti da fare, o non posso?».

Per carità....

«E guardi che lo dico col massimo rispetto per gli omosessuali e per le scelte private di ognuno. Ma per noi i matrimoni sono quelli tra un uomo e una donna. Non voglio perdere tempo, abbiamo da lavorare qui....».

Cioè?

«Cioè? Cito a caso. Qui da me vengono persone che mi chiedono aiuto per trovare un lavoro. Qui vengono persone che mi chiedono una casa in quanto il terremoto gliela ha distrutta. Vado avanti?».

Prego.

«Vengono famiglie che non sanno più come fare per arrivare a fine mese. E, mi creda, da quando sono sindaco ho imparato che non è una frase fatta. È una tragedia».

Quindi per lei questa, approvata l’11 maggio in ultima lettura alla Camera, è una legge sbagliata?

«Io non voglio nemmeno entrare in queste polemiche. Certo, è una legge chiaramente voluta da una parte per ingraziarsi le simpatie di una parte».

Sa che queste dichiarazioni potrebbero esporla a qualche critica feroce?

«Non mi interessa. Ci chiamino pure “ignoranti”, lo hanno già fatto, lo faranno ancora, lo sopporterò. Ciò che non sopporterò, invece, saranno le loro leggi assurde. Di questo, mi creda, non dubiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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