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«Gli alloggi popolari non saranno più a vita»

«Gli alloggi popolari non saranno più a vita»

Bonaccini (Regione) all'inaugurazione del social housing di Ferrara: nuove regole per dare una casa a chi ha più bisogno

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FERRARA. Affollato il convegno che si è svolto nel salone della sede del tennis club in via Porta Catene. Si è dibattuto sule risposte ai bisogni dell'abitare prima di procedere all'inaugurazione di 43 alloggi, in via Gustavo Bianchi, realizzati da Acer e Comune nell'ambito di un intervento denominato Nea, Nuova Esperienza Abitativa. Presenti il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco Tiziano Tagliani, l'assessore Chiara Sapigni e i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra. Evidente la soddisfazione dei vertici Acer. «Il convegno - ha detto il presidente Daniele Palombo - è stato di indubbio interesse per l'alta qualità dei relatori e arricchito dalla presenza del presidente della Regione. Abbiamo fatto il punto sulla necessità dell'housing sociale.Vale a dire dare una risposta a quella "fascia grigia" che occupa le ultime posizioni della graduatoria dell'edilizia residenziale pubblica. I 43 alloggi di via Bianchi sono una prima risposta».

«Il nuovo complesso edilizio - ha spiegato Tagliani - è nato su un'area del Comune dove prima esisteva un immobile completamente in degrado. Questo intervento oltre a creare nuovi spazi abitativi ha portato a riqualificare, migliorare e abbellire tutto il quartiere. L'auspicio è di arrivare a esportare questo tipo di proposta anche in altri contesti abitativi». I nuovi alloggi sono in classe A dal punto di vista energetico con conseguente risparmio, sulle spese di riscaldamento, per chi li occuperà. «Andremo ad inaugurare - ha precisato Stefano Bonaccini presidente della Regione - quella che è una risposta primaria a chi cerca alloggio e ha poche possibilità finanziarie. Il tutto inserito in un contesto di riqualificazione urbana che aumenta la qualità della vita. Sulla sicurezza urbana il lavoro delle forze dell'ordine deve essere supportato aumentando la qualità dei quartieri in un contesto di fornitura di servizi sportivi, ricreativi e commerciali per permettere alle persone di non restare sempre chiuse in casa». Bonaccini conferma di voler rivedere i criteri per assegnare gli alloggi popolari (Erp).«Chi entra non è detto che debba restarci sempre». E l’housing sociale tipo via Bianchi può funzionare anche come anche passaggio tra l’alloggio popolare e il mercato privato. «credo sia un discorso di equità sociale creare uno scivolo per fare uscire dall’alloggio popolare chi non ne ha più bisogno perché ha migliorato la propria condizione economica, e dare una risposta a chi si trova in condizioni peggiori».

L'ultima fase è stata il taglio del nastro della Nuova Esperienza Abitativa in via Bianchi realizzata con € 3.360.000 di contributo regionale, € 1,340.000 dell'Acer e il comune ci ha messo il terreno. Il dibattito del convegno, condotto da Diego Carrara direttore Acer, ha visto anche gli interventi dell'assessore Sapigni, Giuseppe Addesso (Acer), Alfredo Alietti (Unife), Giordana Ferri (fondazione Housing Milano) e Elena Molignoni (Nomisma).

Giuliano Barbieri

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