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Il sindaco accusa i vertici M5S e difende il collega Pizzarotti

COMACCHIO. Sono parole di fuoco quelle che riserva al Movimento 5 Stelle il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri espulso nell'ottobre del 2014 per aver aderito all’accordo con il Partito democratico e...

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COMACCHIO. Sono parole di fuoco quelle che riserva al Movimento 5 Stelle il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri espulso nell'ottobre del 2014 per aver aderito all’accordo con il Partito democratico e la Lega Nord alle speciali elezioni - in cui hanno votato i “grandi elettori” - che si sono svolte per la Provincia, dopo il riordino dell’ente.

«Due pesi, due misure. Ci state rovinando un sogno, il sogno di avere un Paese migliore – scrive Fabbri sulla propria pagina Facebook-. A Parma mesi fa un consigliere passa all'opposizione, ma nonostante le reiterate richieste di Pizzarotti, il direttorio e lo staff non intervengono. Ora il sindaco di Livorno e quello di Parma sono indagati, ma solamente il secondo viene sospeso».

In questi anni «alcuni amministratori – va avanti Fabbri -, consiglieri e parlamentari espulsi sul blog, altri con un semplice sms. Insomma un movimento senza regole, inventate e applicate di volta in volta a piacimento e che non vuole governare questo Paese. Peccato, io ci credevo - è l'affondo del sindaco di Comacchio -. Un grosso in bocca al lupo a Federico Pizzarotti e a Filippo Nogarin, perché governare non è fare opposizione sui tetti di Montecitorio e la presunzione di innocenza, fino a modifica della carta, è un diritto sancito dalla Costituzione».

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