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«La grandine ci ha messo in ginocchio»

«La grandine ci ha messo in ginocchio»

Violento temporale su un’area limitata a Bando. Danneggiate gravemente le produzioni dell’azienda agricola Valtesta

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BANDO. «Per il momento i danni visibili ci sono e sono tanti. Ora dovrò però aspettare per vedere gli altri danni, quelli ora invisibili che hanno subìto le piante da frutto e le piantine tipo pomodori e meloni».

Vito DI Domenico, titolare della fattoria didattica e società agricola "Valtesta" di Bando commenta direttamente sul campo una situazione quanto meno problematica, causata dalla violenta grandinata che si è abbattuta giovedì pomeriggio nei terreni di sua proprietà, a un tiro di schioppo dalla centrale elettrica. Grandine e pioggia caduti solamente su una piccola strisca di terreno, che comprende i campi di Di Domenico e quelli della confinante azienda Paolini.

«Non so chi fossero - raccontava ieri mattina Di Domenico, ancora affranto per quanto accaduto sulle sue coltivazioni - ma alcune persone, credo fossero dei periti, hanno visitato la zona forse per farsi un'idea di cosa è successo. Cosa è successo? Beh è semplice a dirlo; verso le 13.30 è venuta giù tanta di quell'acqua che il mio pluviometro da 60 è traboccato. Ma quel che mi ha recato il maggior danno è stata la grandine».

Di Domenico, per meglio dettagliare l'accaduto, fa proprio un'analisi del danno arrecato ai suoi prodotti. «Diciamo che nei frutteti di pere, mele e susine il prodotto è compromesso e questo è una bella scoppola. Le piantine dei meloni scoperti sono inesistenti, anzi maciullate e forse si riprenderanno ma di certo il prodotto non sarà pronto per il 20 giugno. Riguardo all'orzo, a guardarlo direi che siamo sul 50% di danno mentre per i pomodori e le zucche c'è rimasto solo il gambo e poi c'è da valutare la valanga d'acqua: in dieci minuti si è allagato tutto e sembrava uno specchio d'acqua... Da quanto ho saputo - prosegue - il tutto si è concentrato qui. Ho altri terreni a Bando ma non risultano danni da grandine». Una valutazione? «Al momento - conclude Vito Di Domenico - è difficile farla, certo è che non sarà una cosa di poco conto. Vedremo».

Giorgio Carnaroli

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