«Per Versalis anche Ferrara dice no al fondo Sk Capital»
Sciopero della chimica e manifestazione a Roma dei lavoratori del settore. Incontro con governo per il fare punto sulla trattativa avviata da Eni
FERRARA. Tanti, tantissimi a Roma, ieri 14 maggio, i lavoratori ferraresi della chimica per dire no alla trattativa in corso per la cessione di Versalis al fondo statunitense SK Capital. Da una parte lo sciopero di 8 ore e la mobilitazione dei lavoratori del gruppo Eni a difesa del futuro della chimica e per il suo rilancio. Dall’altra un incontro tra sindacati e governo: i segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani hanno infatti incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova. Sul tavolo il nodo della cessione di Versalis da parte di Eni al fondo statunitense SK Capital trattao in un incontro «interlocutorio».
In una nota i sindacati spiegano di aver illustrato «le preoccupazioni rispetto al ridimensionamento di Eni - hanno spiegato Miceli, Colombini e Pirani - e ribadito la nostra contrarietà alla trattativa con un soggetto che a noi pare poco affidabile rispetto all'impegno che Eni dovrebbe avere sotto il profilo strategico industriale del Paese». Da qui l’invito al Governo «ad un ruolo di attore responsabile e attento, soprattutto in una fase delicata della trasformazione dalla chimica tradizionale alla chimica verde». Il Governo ha confermato - riferiscono i sindacati - di ritenere la chimica strategica per lo sviluppo industriale italiano e ha garantito ai segretari generali dei chimici massima attenzione e fermezza nel monitoraggio della questione, assicurando accurata valutazione delle posizioni espresse nel corso dell'incontro da parte dei sindacati. All'incontro a Palazzo Chigi era presente anche il segretario nazionale dell'Ugl Luigi Ulgiati, che commentando l’incontro ha spiegato che «ora il governo conosce le nostre ulteriori ragioni e che ha deciso di seguire con attenzione la vertenza Versalis». «Abbiamo potuto esporre - ha continuato il dirigente - tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità, chiedendo al governo di interessarsi non solo al futuro di Versalis, ma di tutta la chimica italiana».
La stessa segretaria Cgil, Susanna Camusso ha ribadito la propria posizione: «Insistiamo nella nostra preoccupazione per la trasformazione dell'Eni che abbandona le attività industriali in Italia e siamo sempre più costernati dal fatto che stia trattando con un'azienda nota per essere nei paradisi fiscali e di scarsa credibilità».
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