Pesca di frodo, monito delle associazioni
Le organizzazioni dei pescatori: vietare l’attività notturna e presidiare i canali più assiduamente
OSTELLATO. Le associazioni di pesca chiedono l’urgente approvazione delle modifiche alla legge regionale sulla pesca per un contrasto che sia veramente efficace al sempre più dilagante fenomeno della pesca di frodo. Il bracconaggio ittico in acque interne è un fenomeno noto, che non colpisce solo il settore della pesca ma, utilizzando reti professionali lunghe centinaia di metri, corrente elettrica e veleni disciolti in acqua, arreca quotidianamente un concreto danno ambientale, che dal 2014 ad ora ha già prodotto un calo di oltre il 30% della fauna ittica presente in provincia. La proposta delle associazioni di pesca (tra le quali Consorzio Carpisti Polesani, Unione Pescatori Estensi e altre ancora) prevede che sia vietata la pesca professionale notturna con l'impiego di ogni tipo di rete. Dal tramonto all’alba sarà vietato salpare le reti, mentre sempre in questa fascia oraria sarà altresì vietato trasportare fauna ittica di qualsiasi specie viva o morta, oppure reti, barche o elettro-storditori, trasportati anche separatamente sui singoli veicoli, e che di tali attrezzi di pesca e mezzi di trasporto utilizzati è previsto il sequestro finalizzato alla loro confisca. Un precetto che garantisce inoltre ai soli pescatori sportivi che effettuano il catch and release di poter praticare la pesca notturna, per garantire un miglior presidio dei canali contro la pesca illegale. È così che il pescatore, profondo conoscitore del suo territorio, torna ad essere una risorsa efficace per tutelarlo.
Il fenomeno si è già diffuso nelle province confinanti di Ravenna, Rovigo, Parma, Mantova e Modena, e in regioni quali l'Emilia-Romagna. E se non verrà presto arrestato con sanzioni normative efficaci, dilagherà fino a decretare la distruzione dei nostri habitat acquatici. Stante la difficoltà nell'applicare la normativa vigente è indispensabile che le proposte formulate dalle Polizie Provinciali e più volte illustrare anche sugli organi di stampa dal comandante della Polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli, vengano approvate al più presto dalla Regione.
A chiederlo sono gli oltre 40.000 pescatori sportivi emiliani «che rappresentiamo e che non vogliono veder morire la propria passione». A supporto dei pescatori sportivi, si affianca anche la preoccupazione degli operatori economi del settore (aziende produttrici, negozi, strutture ricettive) i quali vedono seriamente compromesso il proprio futuro e le sorti di centinaia di posti di lavoro.
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