Assolto il costruttore Vitali Non ha commesso il reato
La Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza di primo grado «L’abbattimento della pineta era stato autorizzato dal Comune»
LIDO SPINA. Assoluzione piena “perché il fatto non costituisce reato”. Per l’imprenditore Sergio Vitali (difeso dall’avvocato Filippo Sgubbi) si chiude così un capitolo nero: la Corte d’Appello di Bologna ha completamente ribaltato la sentenza di primo grado. Quattro mesi e 4mila euro di ammenda, oltre a un risarcimento di 5mila euro a Legambiente il verdetto che nel 2012 il giudice Silvia Marini aveva emesso nei confronti dell’imprenditore Vitali per aver violato i vincoli paesaggistici previsti dalla legge Galasso, costruendo nell’area della pineta di Lido Spina, tra le vie Giotto, Cimabue e largo Giorgione. Secondo la Corte d’Appello, invece, Vitali ha agito in conformità alle autorizzazioni e alla disciplina normativa del Comune. L’inchiesta oltre a Vitali (titolare del permesso di costruire) vedeva indagati anche l’ ex dirigente comunale del Settore Urbanistica, Manlio Carli, Leonardo Mari (direttore dei lavori) e Roberto Pennini, presidente della Par.Co, azienda esecutrice dei lavori. A sollevare il caso era stata la protesta dei giovani della parrocchia di Spina, con Legambiente che si è costituita parte civile. Il giudice, oltre alla condanna di Vitali, aveva disposto il rinvio a giudizio di Carli e Mari (subito a assolti). Non luogo a procedere, invece per Pennini, che esce senza alcun addebito dal procedimento. Secondo il pm l’approvazione di quel progetto era entrata in palese conflitto con le tutele previste per quell’area occupata da una pineta cresciuta su un sistema di dune. L’abbattimento preliminare di 17 pini su 40 costituì, ad avviso della pubblica accusa, un danno inferto al paesaggio e alle bellezze naturali. L’abbattimento delle piante fu però autorizzato dal Comune e per Vitali l’assoluzione è quindi piena.
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