«Innovazione, Italy e bioeconomia per uscire dalla crisi»
Gli obiettivi di Confagricoltura per risolvere i problemi Scaramagli: l’impatto della deflazione è stato devastante
«Valorizzazione del made in Italy, occupazione, innovazione, competitività economica, sviluppo della bioeconomia, sicurezza alimentare: sono solo alcuni dei temi sui quali è necessario puntare e investire oggi per muoversi verso la via della risoluzione dei problemi che rischiano di portare il sistema primario al collasso».
Pier Carlo Scaramagli, presidente Confagricoltura Ferrara, riflette sulla situazione attuale del comparto «Non esiste una ricetta pronta - sottolinea - ma è indubbio che abbiamo bisogno di risposte più incisive e tempestive che coinvolgano anche le politiche commerciali dell'Ue». «Ad oggi assistiamo a situazioni in cui in molti settori i costi di produzione sono superiori ai costi all'azienda, rendendone insostenibile la gestione. L'impatto della deflazione sull'agricoltura è stato devastante, senza contare il forte squilibrio lungo la filiera agroalimentare: per ogni euro che paga il consumatore finale, solo 15 centesimi vanno all'impresa agricola. E' assolutamente necessario lavorare per incrementare i consumi interni e l'export e promuovere investimenti ed innovazione per creare maggiore valore aggiunto nella filiera». «Se le potenzialità e i valori dell'agricoltura sono ben noti a tutti i cittadini e consumatori, è tempo di porre l'attenzione sui progetti per il rilancio del sistema delle imprese agricole ed agroalimentari - prosegue Scaramagli -. Sarebbe necessario intervenire anche su una riforma della Politica Agricola Comunitaria, il lancio del Programma di sviluppo rurale, la creazione di un'economia contrattuale più equa e trasparente con un nuovo rapporto pubblico-privato, l'incentivo alla promozione del made in Italy». Proprio in relazione a questa ultima tematica sono significativi alcuni numeri: sono 30 i miliardi di euro derivati dall'export agroalimentare italiano e 60 quelli derivanti da produzione e vendita di prodotti contraffatti a marchio nazionale (Italian Sounding). Il problema è radicato ed è necessario che venga contrastato ad ogni livello. Altro capitolo problematico è il rapporto con la pubblica amministrazione caratterizzato da lunghi ritardi, asfissiante burocrazia, inadeguatezze degli strumenti operativi. Per cambiare paradigma occorre riavviare il progetto di un Ministero unico dell'Agroalimentare, affrettare l'approvazione del “collegato agricolo”, riformare radicalmente il sistema Agea, semplificare i tanti “corpi strumentali intermedi” non più efficaci, effettuare gli attesi processi di semplificazione. C'è la necessità di emanare una programmazione a difesa del suolo, traguardare gli obiettivi europei al 2030 sul clima-energia, garantire sicurezza e legalità nelle campagne contro i furti, chiarire il giusto ruolo della “rete del lavoro agricolo di qualità”, contenere la crescita incontrollata degli animali selvatici infestanti e risolvere il problema del "de minimis" per garantire il risarcimento completo dei danni, aumentando la soglia dagli attuali 15mila euro in tre anni ad almeno 50mila euro nel triennio".
Andrea Tebaldi
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