Pentecoste, il dono dello Spirito santo
di Giampiero Mazzucchelli Ormai cinquanta giorni fa abbiamo celebrato la Pasqua di Gesù, la sua morte e risurrezione. Ma il pieno compimento di questa festa, che è la più importanti per cristiani, è...
di Giampiero Mazzucchelli
Ormai cinquanta giorni fa abbiamo celebrato la Pasqua di Gesù, la sua morte e risurrezione. Ma il pieno compimento di questa festa, che è la più importanti per cristiani, è la Pentecoste, l'effusione dello Spirito santo sugli apostoli; coloro che hanno visto e incontrato per quaranta giorni Gesù apparso loro da risorto, ricevono il dono dello Spirito d'amore di Gesù. È il ricevere la presenza stessa di Dio in noi; Gesù stesso dice che «io e il Padre prenderemo dimora presso chi ascolta la mia Parola».
È questo un dono necessario alla vita di ciascuno, che Gesù vuole donare ad ogni uomo, perché riceva la sua stessa Vita. Allora la Pasqua è sì fondamentale, ma deve trovare pienezza nel dono dello Spirito santo. Non è sufficiente l'esempio di Gesù, ma dobbiamo riuscire a vivere come ha fatto Lui, mediante il suo aiuto e la sua grazia. Non è un supereroe che ha poteri straordinari, ma li ha solo lui perché è nato così; Gesù vuole che ogni uomo possa vivere amando e perdonando come Lui ha fatto e insegnato. Gesù ci ricorda che lo Spirito in noi è presente e vivo, se ci poniamo in ascolto della sua Parola, la mettiamo in pratica e lo preghiamo. È quindi una vita da vivere ogni giorno cercando la Sua presenza, che è viva e vera, grazie allo Spirito santo ricevuto a partire dal nostro battesimo.
Parlando dello Spirito santo è necessario rilevare che per i cristiani va proprio a toccare la vita interiore, luogo in cui è presente lo Spirito. Funzione dello Spirito, ci ricorda Gesù, è ricordare e insegnare le sue parole. Ma non per allenare soltanto la nostra memoria, ma perché vivere da cristiani, cioè seguendo Cristo, non può rimanere su un piano puramente esteriore, che non tocca il profondo del nostro cuore e che non incide sui nostri pensieri e sulle nostre azioni e relazioni quotidiane. Anzi, seguire Gesù in modo esteriore si traduce poi nel rischio di trasformare la fede in gnosi, la speranza in ideologia e l'amore in attivismo. È fondamentale capire cosa ci spinge, muove, nel compiere le azioni che realizziamo, cosa nasce e cresce nel nostro cuore. È dentro noi stessi che dobbiamo guardare, perché è nel cuore che Dio incontro l'uomo attraverso lo Spirito santo, ed è quello il "luogo" in cui nascono emozioni e sentimenti. Gesù, presente nel nostro cuore a partire dal battesimo, se glielo permettiamo, facendo entrare in noi la sua Parola, è in grado di cambiarci, di rendere il nostro cuore sempre più simile al suo, di plasmarci con la sua Parola creatrice.
San Paolo ribadisce che noi uomini abbiamo un tesoro (Gesù) in vasi di creta (l'uomo) per ricordarci che siamo vasi di argilla che mai si secca, ma in cui Gesù se lo vogliamo, lavora sempre in noi, attraverso lo Spirito santo. Questo ci ricorda anche che siamo e rimaniamo fragili, deboli, come vasi di argilla, ma che sempre con la forza di Dio (lo Spirito santo) possiamo essere aggiustati, perché Dio è un vasaio che non si stanca di mettere mano a tutti i vasi del mondo, anche a quelli rotti, perché Dio ha a cuore ogni uomo di questo terra.
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