«Unioni gay, celebro io se il sindaco non vuole»
Ilaria Faraoni (Pd) replica a Bergamini: il suo è un pensiero medievale Il segretario Corradi: le parole del primo cittadino sono gravi e discriminatorie
BONDENO. «Il sindaco Bergamini incarna una determinata tipologia di pensiero che a mio parere possiamo definire medievale. Dopo aver letto le sue dichiarazioni la prima cosa che mi è venuta in mente di fare è stata quella di dire: potete contare su di me, vi sposo io!».
Ieri mattina Ilaria Faraoni, consigliere comunale del Partito democratico a Bondeno, attraverso un post scritto sulla sua pagina Facebook si è schierata immediatamente contro alle parole del primo cittadino che, nel corso di un’intervista alla Nuova, ha dichiarato: «Io non celebrerò matrimoni tra persone dello stesso sesso. Punto e basta».
L’affermazione, che ha scatenato applausi da una parte e dissensi dall’altra, certo non stupisce. Molti esponenti della Lega Nord, in più di un’occasione, si sono detti contrari alle unioni gay e, anche adesso, che la Camera ha dato l’ok in via definitiva alla legge che istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso, non si fa marcia indietro.
«Salvini ha “ordinato” ai suoi sindaci di non celebrare riti civili tra coppie omosessuali e lui (riferendosi a Bergamini, ndr) in quanto sindaco leghista si sottrae a un dovere che però, attenzione, è previsto dalla legge. Perché un sindaco si deve sottrarre? Quando fa il giuramento - prosegue la Faraoni - giura sulla Costituzione italiana, giura di rispettarla, ma agendo così non lo fa di certo. Spero che possa fare marcia indietro, cambiare posizione riguardo questo tema ma, sinceramente, non penso che lo farà».
Nel frattempo ieri pomeriggio, dopo il post sul social network in cui la Faraoni scriveva: «In qualità di consigliere comunale posso essere autorizzata a celebrare matrimoni in rito civile e anche le unioni civili. Io ci sono per tutti. I miei doveri istituzionali non ammettono nessun tipo di discriminazione. Io ci sono per tutti. Vi sposo io!», è arrivata anche la comunicazione ufficiale del segretario comunale Tommaso Corradi, a nome dei consiglieri del Pd di Bondeno.
«Per noi i diritti sono prioritari e ci spiace vedere che per il nostro sindaco c’è sempre qualcos’altro a cui pensare quando il tema non è congeniale al suo partito. Non capiamo - si legge nel comunicato - come si faccia a creare concorrenza tra unioni civili e disoccupazione, tra diritti delle persone omosessuali e quelli dei terremotati. Questo modo di ragionare, questo portare ad una esasperazione del conflitto sociale senza proporre alternative ad uno scontro lo lasciamo alla Lega Nord, ormai maestra in questo. Riteniamo inoltre - concludono i consiglieri - che la dichiarazione secondo la quale le unioni civili omosessuali siano poco serie o comunque meno serie di quelle eterosessuali dovrebbe far riflettere sulla discriminazione strisciante che è ancora più grave quando proviene da un sindaco».
A Bondeno le unioni civili non saranno vietate ma, come aveva spiegato Bergamini: «Non sarà certo il sindaco, cioè il sottoscritto, a celebrarle. Per il resto è chiaro che un Comune ha l’obbligo di recepire una legge del Parlamento». Quindi, le coppie che vorranno unirsi davanti alla legge potranno farlo, anche a Bondeno; a patto che non sia il primo cittadino a celebrare le nozze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
