Il manoscritto del “giardino” arriva all’Ariostea
Il quaderno con la stesura originaria del famoso romanzo di Bassani consegnato dall’erede Ferigo Foscari al Comune di Ferrara
Ferrara ritrova finalmente uno dei suoi romanzi più famosi, nelle pagine scritte direttamente dall’autore. Il manoscritto originale del capolavoro “Il giardino dei Finzi Contini”, di Giorgio Bassani, potrà essere consultato nelle sale della Biblioteca Ariostea grazie alla donazione della famiglia Foscari che ha conservato il prezioso documento regalato personalmente dall'autore a Teresa Foscari. Così si potranno scorrere e studiare le centinaia di pagine su cui Bassani ha scritto, corretto e rivisto la sua opera e che proprio nell'anno del centenario della sua nascita saranno a disposizione degli studiosi e della città. «Poterlo avere a Ferrara è un momento di grandissima soddisfazione», ha detto il sindaco Tiziano Tagliani, che oggi (16 maggio) nel Salone d’onore del Ministero dei Beni culturali ha ricevuto il manoscritto da Ferigo Foscari, nipote di Teresa, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
«E' il romanzo della città - ha aggiunto il sindaco - il ritrovamento e la donazione a Ferrara impreziosisce il centenario in maniera straordinaria. Appartiene alla storia della nostra comunità e poterlo avere alla Biblioteca Ariostea è sicuramente un momento molto significativo». Sulle prime pagine dei quaderni si trova la dedica che Bassani ha scritto per Teresa Foscari nel 1961. Una dedica che le attribuisce un ruolo assolutamente significativo nell’ideazione e sviluppo del romanzo. «Senza il tuo aiuto - si legge - “Il giardino dei Finzi Contini” non sarebbe mai stato scritto. Desidero che questi quaderni restino per sempre con te». Forse Micol - si potrebbe pensare - è proprio lei, Teresa, musa e coetanea di Bassani ricordata al Mibact anche dal senatore Luigi Zanda: «Era moderna, intelligente, colta e combattiva - ha detto il parlamentare raccontando la loro amicizia - Micol e Teresa sono entrambe donne aristocratiche, ma anche popolari e borghesi». Poco prima della sua morte, nel 2007, Teresa Foscari lasciò il manoscritto al nipote chiedendo di tenerlo in forma privata finchè lei era in vita. «E così ho fatto - ha detto Ferigo Foscari - dopo la sua morte, la cosa più giusta mi è sembrata questa: condividere il documento e permettere agli esperti di poterlo consultare. Tenere per me questi quaderni sarebbe stata una violenza alla storia della letteratura italiana». E in effetti adesso gli studiosi di Bassani avranno materiale «per almeno dieci anni di approfondimenti», tra revisioni e aggiustamenti con cui l'autore ha riempito le pagine del manoscritto.
«Oggi è una giornata molto importante non solo per Ferrara - ha detto Franceschini - ma per tutto il paese, che coincide con il centenario della nascita di Bassani. Il sindaco - ha aggiunto il ministro - sta lavorando per far riscoprire i luoghi bassaniani, un modo per valorizzare il turismo colto e intelligente, un turismo letterario su cui tra l'altro stiamo lavorando». Ferrarese, Franceschini ha ricordato il legame tra la città e Bassani: «La casa dei miei genitori è divisa da una rete dai giardini della Palazzina Marfisa, dove ci sono i campi da tennis su cui giocavano Bassani e Antonioni. Ricordo poi l'immagine di Vittorio De Sica vestito di bianco che lì ha diretto alcune scene del film “Il giardino dei Finzi Contini”. Sono luoghi pieni di storia e per questo - ha concluso il ministro - stiamo ragionando sulla possibilità di mettere un vincolo letterario».
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