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riflessioni a scuola

Il pregiudizio sul palcoscenico, il "saggio" teatrale degli studenti del Bachelet

La locandina dello spettacolo degli studenti del Bachelet
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La locandina dello spettacolo degli studenti del Bachelet

La presentazione il 26 maggio alla Sala Estense dopo un attività di preparazione svolta assieme al regista e responsabile artistico del Centro Preformazione Attoriale di Ferrara, Massimo Malucelli

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FERRARA. Come abbattere il muro del pregiudizio? Gli alunni dell’Istituto Bachelet hanno deciso di affrontare un tema di grande attualità ricorrendo al teatro, cimentandosi durante l’anno scolastico in un’attività laboratoriale che ha visto il coinvolgimento di Massimo Malucelli, responsabile artistico del Centro di Preformazione Attoriale di Ferrara e regista. Un lavoro che sarà presentato al pubblico dagli stessi studenti il prossimo 26 maggio, alla Sala Estense. La rappresentazione durerà circa due ore, dalle 11 alle 13. «Il progetto - interviene il dirigente scolastico, Paola Zardi - nasce dalla necessità di creare un contesto educativo e formativo che possa sostenere, guidare e accompagnare gli alunni, con particolare attenzione verso alunni stranieri, alunni con problematiche socio-comportamentali, alunni in situazione di disagio relazionale».

Lo strumento prescelto è costituito da un panel di «buone pratiche inclusive e metodologie innovative, quali il teatro, le interviste, la musica, il canto, che possano valorizzare l’aspetto socio-relazionale ed emotivo, le capacità espressive e comunicative, la creatività e le singole peculiarità degli alunni coinvolti». Il percorso teatrale si è svolto in ambito scolastico, in orario curricolare ed extra-curricolare, ed ha visto il coinvolgimento di alunni già formati sotto l’aspetto artistico-teatrale, in qualità di peer educator, dei docenti e di Massimo Malucelli, in veste di formatore, direttore, presentatore e conduttore delle attività pomeridiane. Attraverso attività di tipo artistico e ludico, spazi di aggregazione pomeridiani, sviluppo di competenze comunicative alternative, studio ed analisi di testi e sceneggiature teatrali, formazione tra pari, produzione di sketch/video sul backstage/rappresentazione teatrale finale, «gli alunni dell’istituto si sono sentiti protagonisti di un percorso formativo-didattico che ha come ultimo fine il raggiungimento del successo scolastico e si pone al centro del processo, spesso difficile, di una piena inclusione», sottolineano al Bachelet.

L'impegno degli studenti si è ampliato nel corso dell'anno scolastico producendo "germogli" in altre materie di studio. Gli alunni dell'istituto hanno coronato il percorso avviato nel laboratorio con l'insegnante di lettere, illustrando le loro riflessioni. Due contributi. «Il pregiudizio lascia segni indelebili… il pregiudizio è sbagliato e fa male… Perché in fondo cos’è un pregiudizio? Sono critiche create da stupidi per offendere e ferire seriamente qualcuno o sono solo sfoghi per sentirsi più forti?» (M. Marchetti); «Alla base del pregiudizio c’e’ l’ignoranza: conoscendo le usanze, i costumi e le abitudini dei popoli, la paura può sparire, le distanze si possono accorciare…. Questo è quello che vorrei fare io: informarmi, conoscere e provare a capire, tentare di non dare pareri affrettati e semplicistici, andare oltre ai pregiudizi elevandomi sopra di loro» (G. Roma).

 

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