Atti traccia un bilancio
Raffaele Atti, nel 2013 è stato richiamato dalla Cgil regionale perchè a Ferrara il sindacato non era stato in grado di eleggere un nuovo segretario che rimpiazzasse Giuliano Guietti. Come sono stati...
Raffaele Atti, nel 2013 è stato richiamato dalla Cgil regionale perchè a Ferrara il sindacato non era stato in grado di eleggere un nuovo segretario che rimpiazzasse Giuliano Guietti.
Come sono stati questi tre anni extra?
Molto faticosi. È già faticoso mentalmente tornare a fare qualcosa che hai già fatto (Atti era stato segretario provinciale dal 1996 al 1999), se poi ci mettiamo un contesto politico inedito e vent’anni in più, perché un conto è fare il segretario generale a 44 anni, un altro a 64.
Si riferiva al contesto politico nazionale?
Non ci aspettavamo una politica di stampo neoliberista da un governo di centrosinistra.
Però il governo Renzi non è un governo di centrosinistra, semmai un governo che nasce da una sconfitta del centro sinistra alle elezioni.
Diciamo da una mancata vittoria. Però alla Camera la maggioranza è di centrosinistra. Ci abbiamo messo un po’ a valutare la portata del governo Renzi. Adesso con la campagna sulla carta dei diritti è cresciuto il nostro consenso e possiamo rilanciare l’iniziativa anche in un contesto unitario, segnalo che dopo anni c’è stato il primo sciopero unitario dei metalmeccanici. Anche localmente il quadro è mutato per quanto riguarda le relazioni industriali. Mi riferisco alla vicenda di Basell (il licenziamento del sindacalista Luca Fiorini, poi reintegrato su disposizione del giudice. ndr) e alle conseguenze del passaggio di Vm sotto il controllo di Fca. Segnalai fin dall’autunno 2013 che sarebbe cambiato scenario.
Cosa è successo di grave?
L’ultimo voto in Vm è stato per eleggere i rappresentanti della sicurezza, la Fiom ha avuto il 50%, nonostante ciò l’azienda continua a negarci ogni funzione di rappresentanza. Gli episodi più recenti di assunzioni vincolate ad una certa appartenenza sindacale (il riferimento è al caso Cisl) sono una conseguenza di questo cambio di scenario. Sono fatti che gridano vendetta, su cui tutti dovrebbero riflettere.
È stato faticoso anche trovare il suo successore?
No, a un certo punto attorno a Cristiano è emerso un dato di qualità riconosciuto. Nemmeno nella fase iniziale sono emerse potenziali contro-candidature e questo è un fatto significativo. Il voto dell’assemblea provinciale ha riconfermato in pieno il dato. A Cristiano si riconoscono qualità e capacità. E con un segretario di 42 anni si produce anche un salto generazionale quanto mai importante.
Lei è in pensione dal 2014 ma la Cgil la vuole ancora al lavoro.
Bisogna mantenersi attivi. Alla fine di questa lunga carriera nel sindacato, a parte l’esperienza di assessore in Comune, essere chiamati nella segreteria nazionale dello Spi mi gratifica.
Di cosa si occuperà?
Del settore socio-sanitario. Nutro molto interesse, l’osservatorio nazionale mi mancava. Già domani sarò a Roma.(m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
