Preso uno dei bombaroli: rischia l'amputazione di un braccio
È uno dei malviventi del colpo fallito al postamat: fermato a Fidenza, è piantonato all’ospedale Maggiore di Parma. Nello scoppio ha riportato ferite molto gravi
RENAZZO. Avevano fatto cilecca, perché il loro colpo era miseramente fallito: lo scoppio del postamat che la banda di criminali voleva fare saltare aveva difatti avuto il più classico degli effetti boomerang, con almeno uno dei malviventi rimasto gravemente ferito. Era l’11 maggio scorso, pochi giorni fa. Ieri, alle prime ore del mattino, i carabinieri di Parma sono riusciti a fermare e arrestare proprio quel bandito rimasto gravemente ferito dallo scoppio del postamat pieno di acetilene. L’uomo, la cui identità è tenuta segreta dagli inquirenti soprattutto perché è in corso un’altra caccia all’uomo (vale a dire agli altri componenti della banda) si trova da ieri ricoverato (e piantonato) all’ospedale Maggiore di Parma, reparto detenuti. Le sue condizioni, secondo alcune indiscrezioni filtrate da ambienti investigativi, sarebbero molto gravi e l’uomo sarebbe stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico teso ad evitare l’amputazione del braccio rimasto gravemente lesionato dall’esplosione. I carabinieri, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, hanno messo assieme testimonianze ed indizi che hanno portato gli inquirenti fino alla cattura del bandito. Sempre secondo indiscrezioni filtrate ieri, il malvivente sarebbe stato scaricato dai complici a pochi chilometri dall’ospedale di Fidenza, dove poi le forze dell’ordine lo hanno fermato. Quando le condizioni lo permetteranno, i carabinieri ascolteranno le dichiarazioni (eventuali) del bandito, preziose per arrivare alla cattura degli altri componenti della banda. Le indagini sono chiaramente in pieno svolgimento ed altri particolari non sono emersi.
L’11 maggio la cassa automatica dell'ufficio postale di via Alberelli aveva resistito all'attacco della banda dell'acetilene. Un colpo che doveva essere semplice, un colpo fotocopia di tutti quelli avvenuti negli ultimi tempi a Bevilacqua e poi ancora a Palata Pepoli, nel Bolognese. Invece, stavolta, il colpo l'ha ricevuto in pieno corpo uno dei tre, forse quattro malviventi che quella notte, attorno alle 3,30, hanno tentato l'assalto al postamat di via Alberelli a Renazzo. Qualcosa deve essere andato storto, perché dopo aver inserito nella intercapedine della cassaforte esterna all'ufficio postale il gas necessario a far esplodere il tutto, l'innesco, probabilmente anticipato, aveva provocato un'esplosione anomala e nei tempi non previsti dai banditi. Un boato tremendo che si era sentito a qualche chilometro di distanza, e che ha fatto balzare giù dal letto parecchie persone nel ricordo degli effetti acustici del terremoto del 2012. Intanto i banditi, colti di sorpresa e con uno di loro gravemente ferito dalle schegge di materiale che gli sono arrivate addosso dopo l'esplosione, a mani vuote avevano pensato di darsi alla ritirata in una precipitosa fuga cercando di soccorrere il loro complice.
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