Sottopasso e piazza, rabbia allagamenti
Hera: troppa pioggia per le nostre pompe. Semaforo-pasticcio in viale Po. E i negozianti di piazza Trento Trieste portano le foto in Comune
FERRARA. La ‘bomba d’acqua’ da 24 millimetri in un’ora, nel pomeriggio di domenica, è stato effettivamente un evento extra per le nostre latitudini. Non sono però eccezionali, sfortunatamente, certi fenomeni collaterali come l’acqua alta nei negozi sul lato sud di piazza Trento Trieste e l’allagamento di alcuni sottopassi, in particolare quello chiave per il traffico cittadino di viale Po. L’interruzione della circolazione all’altezza del Nord Ovest, a partire dalle 17, è durato quattro ore, ed è servito anche a recuperare un paio di auto che erano finite nell’acqua fino a metà portiera senza poter più uscire. «Basta, quel sottopasso si allagava quand’ero bambino e siamo ancora a questo punto» è il commento più diffuso sui social, mentre qualche residente vi Porta Catena segnalava di aver dovuto tamponare la risalita dai sanitari di casa propria, di liquido dalle fogne intasate, «e non è la prima volta». Le segnalazioni di un’insufficiente portata delle fognature di quella parte di città si ripetono, in effetti, con una certa puntualità: già gli allagamenti di quindici anni fa vennero addebitati a questo fattore, e non alle pompe del sottopasso.
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Il Comune declina comunque ogni responsabilità, «la gestione del sistema di pompaggio di quel sottopasso, unico caso a Ferrara, è interamente di Hera» fa presente il dirigente tecnico Luca Capozzi. E la multiutility conferma, respingendo però i sospetti di scarsa manutenzione o negligenza: «Le pompe hanno funzionato regolarmente durante le precipitazioni, e infatti superato il picco il sottopasso si è svuotato abbastanza rapidamente. Il problema è proprio la quantità eccezionale di acqua caduta». E il semaforo per l’emergenza allagamenti rimasto spento, che ha trasformato il sottopasso in una trappola per automobilisti? «Il semaforo è ancora spento perché Hera non ci ha concesso di connetterci al loro quadro elettrico» spiega ancora Capozzi. Da Bologna arriva la replica: «È vero, ci era stata fatta la richiesta di connessione con l’impianto di pompaggio, ma per ragioni di sicurezza non è stato possibile rispondere positivamente. Se l’impianto si ferma per un black out durante il maltempo, a maggior ragione il semaforo dovrebbe funzionare».
Il problema non si è posto negli altri sottopassi a rischio del territorio, nei quali il sistema di allerta allagamento ha funzionato lo scorso weekend. Gli unici problemi segnalati a Palazzo Municipale si sono verificati in via Imperiale, dove il semaforo ha lampeggiato in preallarme. Quando l’acqua sale troppo, è il meccanismo studiato dal Comune, interviene una ditta per verificare il funzionamento delle pompe e la pulizia delle caditoie.
Nonostante la webcam puntata dal Municipio verso il Listone, però, nessuno si è accorto degli allagamenti che hanno colpito per l’ennesima volta i negozi della parte a sud-est della piazza: bar Nuovo, farmacia Sempre viva, Grom, Kasanova e pure Tigodà, all’inizio di via Mazzini. Ieri mattina erano tutti aperti, dopo aver lavorato di ramazza e secchi, ma tutti vorrebbero evitare ulteriori bis. «Domani (oggi, ndr) vado in Comune con le foto dell’allagamento di domenica e anche delle altre volte, perché quando piove forte, con la nuova piazza, qui è sempre così - anticipa la gestrice del bar Nuovo - Viene convogliata l’acqua della piazza e anche di via Mazzini, prima ci salvava il marciapiede rialzato. E ho visto una sola volta operazioni di pulizia della fognatura, che è stata rifatta completamente». Anche per Capozzi quanto denunciato dai commercianti rappresenta un’anomalia, «dovremo verificare se ci sono problemi». Prima del prossimo fortunale, magari.
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