Aviaria, danni per un milione di euro
Portoverrara, previsti indennizzi da parte della Regione. Intanto prosegue l’abbattimento dei 50 mila tacchini
PORTOVERRARA. Prosegue nell’allevamento “Campotto 1” della società commerciale Vicentina srl che fa parte della filiera Amadori, l’abbattimento dei 50 mila tacchini colpiti dall’influenza aviaria. Al lavoro il personale specializzato della cooperativa Bidente di Cusercoli in provincia di Forlì-Cesena convenzionata con la Regione Emilia-Romagna. Le operazioni di dikstruzione degli animali dovrebbero essere completate nella giornata odierna. Ieri era atteso dal ministero della Sanità il via libera per l’abbattimento di altri 50 mila tacchini nell’allevamento di Portomaggiore di proprietà della società Mixa che fa sempre parte della filiera del gruppo Amadori. In serata il via libera ministeriale non era ancora arrivato e quindi la procedura prevista in casi del genere non è stata avviata. Il ministero, sulla base delle consulenze con il centro nazionale di referenza di Legnaro in provincia di Padova per impedire il diffondersi del focolaio ha l’ultima parola in materia di abbattimento. Per il gruppo Amadori si tratta di un duro colpo in quanto i danni solo per l’abbattimento dei 50 mila tacchini ammontano ad un milione di euro. Va detto però che in questi casi sono previsti gli indennizzi da parte della Regione Emilia-Romagna che a sua volta riceve i fondi dall’Unione Europea. Non è un caso se gli episodi di influenza aviaria si verificano soprattutto nel triangolo compreso tra Argenta-Portomaggiore e Ostellato. Qui infatti vi è la più elevata concentrazione di allevamenti avicoli intensivi non solo della provincia di Ferrara ma a livello nazionale e l’altro aspetto è la presenza di avifauna tipica del territorio sud-est ed è noto che l’influena aviaria è dovuta ad un virus influenzale che colpisce divrse specie di uccelli selvatici oltre che domestiche in quest’area abbondano. Il caso che si era verificato il 29 aprile scorso all'interno dell'allevamento dell'azienda agricola Sole nelle campagne di Maiero, dove furono abbattute 17mila galline ovaiole allevate con metodo biologico, è stato accertato che e stato portato dagli uccelli selvatici. Nel caso dell’allevamento “Campotto 1” venerdì scorso è stata riscontrata un'anomalia ed è partita una segnalazione agli organi preposti. Il caso è stato scoperto dopo gli accertamenti clinici e i previsti esami di laboratorio, eseguiti sabato da parte dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì che si occupa di avicoli. Il Centro nazionale di referenza che si trova a Legnaro (Pd) ha confermato che si tratta di virus del tipo H7 N7 ad alta patogenicità. Immediatamente è stato disposto il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento degli animali. I L'applicazione di misure rigorose per isolare i focolai ha lo scopo di garantire la sicurezza sanitaria e anche la tutela della produzione. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, non vi è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole.
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