Sindaco contro Naomo, indaga la procura
Esposto-denuncia del Comune affidato al capo Cherchi: ipotesi di reato, intralcio e minacce a corpo amministrativo
L’aveva annunciato nelle settimane scorse dopo aver sopportato troppo - «tante stupidaggini», diceva - sulla vicenda del Palazzo degli Specchi, tanto da arrivare ad accostarsi al biblico Giobbe. Il sindaco Tiziano Tagliani oltre ad annunciarle ha anche concretizzato le sue parole depositando nei giorni scorsi un esposto-denuncia in procura contro Nicola Naomo Lodi e le sue proteste-proposte per risolvere la grana del Palaspecchi, demolendo tutto con la ruspa. Da quanto si apprende da fonti giudiziarie, nell’esposto vengono indicati fatti ben precisi che ora verranno vagliati dalla magistratura seguendo l’ipotesi di reato dell’articolo 338 codice penale («violenze e minaccia a corpo politico, amministrativo e giudiziario»), affinchè si indichi se i fatti addebitati a Lodi abbiano una rilevanza penale oppure no. L’ipotesi si concentra sui comportamenti, le proteste e tanto altro che Nicola Naomo Lodi da molto tempo ha avuto e manifestato nella veste di cittadino, ma senza legittimazione politica poichè non eletto come consigliere comunale, ma vestendo solo i panni di «responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord», come si presenta pubblicamente. Comportamenti (la continua e martellante campagna di protesta e interventi mediatici su Tv nazionali, ad esempio) che avrebbero condizionato l’attività amministrativa di Comune di Ferrara, Giunta e consiglio comunale - organi decisionali massimi - a tal punto da mettere in discussione quanto già deliberato, programmato e progettato in passato sulla riqualificazione del Palazzo degli Specchi. E non solo: ultimo ma non ultimo, nell’esposto si farebbe cenno anche alla “spedizione” a Milano di Nicola Naomo Lodi alla Cassa depositi e prestiti, ente pubblico-privato che dovrà finanziare la riqualificazione del Palaspecchi con 40 milioni di euro. Nell’esposto si farebbe cenno ad una lettera della Cassa depositi e prestiti inviata al Comune di Ferrara, dopo l’incontro avuto con Nicola Naomo Lodi, in cui si farebbe riferimento alle sue pressioni - ritenute indebite - per avere appunto quell’incontro. Da quanto si è appreso, l’esposto depositato da giorni è ora sulla scrivania del procuratore capo Bruno Cherchi che dovrà valutare tutto ciò che viene articolato nell’atto giudiziario. Perchè - spiegano i tecnici di diritto - l’interesse che viene tutelato da questa norma (art.338) è il funzionamento della pubblica amministrazione e ogni decisione o determinazione dei suoi organi contro ogni forma di pressione. Che siano minacce, condizionamenti o altro. Sulla questione vi è il massimo riserbo sia in procura che al Comune di Ferrara. Perché questo esposto rischia di inasprire come non mai il confronto sul caso del Palaspecchi. Si sa poco sia dell’esposto che dell’indagine della procura, che parte comunque da un reato perseguibile d’ufficio (recita il codice): l’indagine potrebbe essere rubricata al momento come conoscitiva (atti relativi) oppure essendo soggettivo, l’esposto, potrebbero già esservi atti preliminari a carico di Lodi. Che a sua volta, lo ricordiamo, da tempo ha depositato alla procura altrettanti esposti contro la gestione del Comune sul Palazzo degli Specchi, tanto che si parla senza timori di «guerra di carta» sulla cattedrale di vetro e ferro che da 27 anni aspetta una soluzione. La questione è destinata a diventare sempre più ingestibile: e tanto per dare un esempio della materia esplosiva, si ricorda che la stessa ipotesi di reato proposta oggi è quella contestata - per altre ragioni, ovvio - nelle inchieste della procura di Palermo sulla trattativa mafia-stato.
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