Torna all’asta l’ex Lidò Grande attesa a Nazioni
Commercianti e operatori turistici sperano che il Bagno trovi un acquirente per poter eliminare la situazione di degrado proprio sul lungomare Italia
Il 7 giugno l'ex-bagno Lidò, per la seconda volta nel giro di un mese e mezzo, tornerà all’asta e la speranza degli operatori che ne lamentano lo stato di degrado è che l'operazione non vada deserta, come accaduto il 28 aprile. I problemi di decoro, igiene e sicurezza, oggetto di una recente interpellanza del consigliere Davide Michetti (L’Onda), per Gianni Nonnato, presidente del Consorzio del Lido Nazioni, sono accentuati dal fatto che «è carente delle benchè minime e necessarie norme di sicurezza e disinfestazione, dopo che il mare è entrato per ben 3 mareggiate all'interno del locale. Necessita inoltre di sicurezza in mare, perché lo specchio d'acqua antistante l'ex stabilimento balneare è sprovvisto di assistenza ai bagnanti». Nelle passate stagioni balneari i titolari dei bagni confinanti, in collaborazione con la cooperativa dei bagnini si sono assunti l'onere dei costi per la sorveglianza del tratto di mare di pertinenza dell’ex Lidò. Gli stessi locali, un tempo adibiti a toilette, sono stati ripetutamente oggetto di atti vandalici e imbrattamenti. In occasione del “Tuning day” (il primo maggio), il Consorzio del Lido Nazioni con l'appoggio della cooperativa sociale Work and services, ente gestore dei parcheggi a pagamento, ha rimosso detriti e vegetazione spontanea tutt'attorno al perimetro della struttura per renderla più decorosa. La vicenda è monitorata dal Comune che, come ha spiegato l'assessore Sergio Provasi nell'ultima seduta di consiglio comunale, «è seguita da un curatore fallimentare che ha lo studio a Bergamo. Dopo numerosi tentativi, finalmente siamo riusciti a contattare il curatore fallimentare – ha aggiunto Provasi – al quale è stato chiesto, nelle more del suo incarico, di occuparsi della messa in sicurezza del sito, che tra l'altro è stato oggetto di svariate intrusioni e mareggiate». Un passo decisivo compiuto dal curatore fallimentare è consistito nel ripianamento delle pendenze dovute ai canoni demaniali arretrati, «senza la qual cosa non sarebbe stato possibile proporre l'ex Lidò all'asta», ha puntualizzato Provasi. Ora le attenzioni si concentrano sulla seconda asta, quella del 7 giugno. Nel frattempo il Comune è intervenuto con una messa in sicurezza del tratto di arenile che circonda la struttura ed è stato incaricato un professionista di seguire la problematica, facendo da tramite tra il curatore fallimentare e lo stesso Comune. Sono inoltre previsti incontri, secondo un calendario prestabilito. Una ragione in più per risolvere in fretta il problema dello stato di abbandono di una struttura che si affaccia sul Lungomare Italia, sta nel fatto che «sia di giorno sia di notte – fa presente Nonnato -, nelle immediate aree di pertinenza dell'immobile, si svolge di fatto il mercato abusivo più nutrito dei Lidi».
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