Un disavanzo di 73 milioni nel 2015
Il bilancio consuntivo della Fondazione Carife ha risentito dell’azzeramento delle azioni. Erogati solo 91mila euro
Il 27 maggio, giorno del terzo anniversario del commissariamento della Carife da parte della Banca Italia, si terrà l’assemblea dei soci della Fondazione Carife, dove verrà esaminato per l’approvazione il bilancio consuntivo 2015. Sono lontani i tempi in cui la Fondazione del più grande istituto di credito cittadino era la cassaforte della città, arrivando ad erogare in un anno anche 8 milioni di euro utile, con benefiche ricadute sulle varie componenti della città con le robuste erogazioni.
Dopo il disavanzo di oltre 100 milioni nel 2013, contenuto a 17 milioni nel 2014, il rosso dell’ente di via Cairoli è tornato ad accendersi in maniera netta al punto che è stato calcolato in -72,741 milioni. Colpa della svalutazione netta di immobilizzazioni finanziarie, prima fra tutte l’azzeramento delle azioni delle banca. La Fondazione nonostante questo periodo delicatissimo ha continuato ad erogare contributi, anche se in maniera limitatissima, quest’anno si sono ridimensionati a poco più di 90mila euro. Il 2015 è stato un anno che ha segnato profondamente la storia della Fondazione Carife, come spiega la premessa che accompagna la stesura e la spiegazione del bilancio consuntivo. Un anno che ha riservato molte sorprese soprattutto spiacevoli come l’annunciato arrivo del fondo interbancario con 300 milioni dopo la ratifica dell’assemblea straordinario di bilancio del 30 luglio. Poi sappiamo tutti come sono andate a finire le cose. Quegli accordi sono stati disattesi e così gli azionisti della banca, in primis la Fondazione Carife, si è vista azzerare il valore dei titoli con il decreto salva-banche del 22 novembre. La Fondazione si è quindi attivata per chiarire, con l’assistenza di esperti legali, quali strade percorrere per individuare le ragioni e le eventuali responsabilità della mancata esecuzione di una delibera assembleare e dei danni patrimoniali conseguiti dopo l’approvazione della stessa. Sono state esaminate diverse opzioni, in sede civile ed amministrativa. «Non è stato trascurato neppure un approfondimento di altri possibili risvolti - dicono alla Fondazione - anche da parte dei magistrati inquirenti. Alla luce delle approfondite valutazioni effettuate, e della scadenza ormai prossima dei termini per agire, si è stabilito di procedere con la proposizione di ricorso al TAR del Lazio. Sono stati impugnati tutti i provvedimenti relativi alla decisione della Banca d’Italia di “Risoluzione della crisi” di Carife spa, con la costituzione della nuova Carife, della bad bank, la liquidazione della vecchia Carife ed altri connessi, anche sotto il profilo di anticostituzionalità delle norme di legge».
La Fondazione ha preso atto che, non solo in ragione della situazione specifica della banca, ma pure per il perdurare di una profonda e lunga crisi che ha provocato un radicale mutamento del contesto nazionale ed internazionale, le capacità finanziarie e reddituali della Fondazione saranno significativamente ridimensionate.
«In coerenza con questa consapevolezza - si legge nella premessa - si è proceduto nella programmazione e svolgimento delle attività istituzionali sperimentando un approccio diverso, basato sulla capacità della Fondazione di svolgere un ruolo di stimolo e di aggregazione per valorizzare le risorse e le potenzialità insite nella società civile ferrarese, anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e di strumenti di fundraising. La funzione erogativa è invece proseguita, come nel 2014, per la residua disponibilità di stanziamenti deliberati in precedenti esercizi e per i quali le condizioni di pagamento sono maturate nel 2015».
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