Abbattimento per altri 45mila tacchini
Portoverrara, per scongiurare l’epidemia di influenza aviaria sequestrato l’allevamento di proprietà della società Mixa
PORTOVERRARA. Ieri mattina è arrivato il via libera da parte del ministero della Sanità per l’abbattimento a scopo preventivo di altri 45.580 mila tacchini nell’allevamento Portomaggiore della società Mixa unipersonle e detentore società agricola Teramana che fa parte della filiera del gruppo Amadori in via San Carlo a Portoverrara. Nel primo pomeriggio di ieri dopo che il sindaco di Portomaggiore, Nicola Minarelli, aveva emesso un’altra ordinanza urgente di sequestro e abbattimento preventivo sono iniziate le operazioni di abbattimento degli animali da parte della cooperativa Bidente di Cusercoli nel Forlivese specializata in questo genere di operazioni e che è convenzionata con la Regione. Ad entrare in azione è stata un’altra squadra visto che altri addetti fino a ieri sera erano ancora impegnati nell’attività di abbattimento di 49.750 tacchini da carne nell’allevamento “Campotto 1” di proprietà della società commericiale Vicentina Srl, con sede a San Vittore di Cesena che fa sempre parte della filiera del gruppo Amadori situato a Portoverrara in via Rangona. Al lavoro il personale specializzato della cooperativa Bidente di Cusercoli in provincia di Forlì-Cesena convenzionata con la Regione Emilia-Romagna. Il ministero, sulla base delle consulenze con il centro nazionale di referenza di Legnaro (Pd) per impedire il diffondersi del focolaio ha l'ultima parola in materia di abbattimento. Per il gruppo Amadori si tratta di un duro colpo in quanto i danni per l'abbattimento dei circa 100 mila tacchini ammonterebbero ad un paio di milioni di euro. In questi casi sono previsti gli indennizzi da parte della Regione Emilia-Romagna che a sua volta riceve i fondi dall'Unione Europea. Il primo focolaio si era verificato il 29 aprile scorso all'interno dell'allevamento dell'azienda agricola Sole nelle campagne di Maiero, dove furono abbattute 17mila galline ovaiole allevate con metodo biologico, è stato accertato che e stato portato dagli uccelli selvatici. Nel caso dell'allevamento "Campotto 1" è stata riscontrata un'anomalia ed è partita una segnalazione agli organi preposti. Il caso è stato scoperto dopo gli accertamenti clinici e i previsti esami di laboratorio, eseguiti sabato da parte dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì che si occupa di avicoli. Il Centro nazionale di referenza che si trova a Legnaro (Pd) ha confermato che si tratta di virus del tipo H7 N7 ad alta patogenicità. Immediatamente è stato disposto il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento degli animali. A scopo cautelativo il ministero ha disposto l’abbattimento dei circa 50 mila tacchini presenti nell’allevamento Portomaggiore della società Mixa che era già salita agli onori della cronaca il 28 agosto del 2013 quando si verificò uncaso di influenza aviaria e vennero abbattuti 65 mila tacchini. L'applicazione di misure rigorose per isolare i focolai ha lo scopo di garantire la sicurezza sanitaria e anche la tutela della produzione. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, non c’è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
