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«Carife, fidatevi dei fondi aiuteranno con l’export»

Marzo (Unibo), Pierdicchi (Nuova Carife) e il sindaco Tagliani
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Marzo (Unibo), Pierdicchi (Nuova Carife) e il sindaco Tagliani

Rassicurazioni di Pierdicchi (nuova banca) e Marzo (università): occasione unica I dubbi di Maiarelli: tante incognite dopo la spoliazione da parte del Salvabanche

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Dei fondi internazionali di private equity non bisogna diffidare, anzi, possono essere i partner ideali per il rilancio di Nuova Carife. È questo il messaggio, nemmeno troppo velato, che è stato al centro del convegno “La banca del territorio” organizzato ieri in corso Giovecca qualche giorno dopo la presentazione delle offerte non vincolanti per le good bank, dalle quali si sono defilate Popmodena (l’unica banca ad aver puntato esplicitamente su Carife) e i principali gruppi creditizi italiani. «Non dobbiamo essere prevenuti nei confronti dei private, non sono realtà marginali o a caccia dell’affare - ha detto Maria Pierdicchi, consigliere indipendente di Nuova Carife, che proviene da Standard&Poor’s - Sono protagonisti di operazioni che hanno generato valore per tutti gli stakeholders, sono molto liquidi e credono nell’Italia, grazie anche alle recenti novità normative». Secondo Massimiliano Marzo (Unibo), siamo addirittura di fronte a «un’occasione unica: Nuova Carife non ha sofferenze, se arriva un private straniero o comunque un operaratore globale darà valore aggiunto, in quanto in grado di guidare l’internazionalizzazione di tante imprese. Non bisogna aver paura, se il territorio saprà interagire quella delle quattro nuove banche sarà una storia di successo a livello internazionale». Il tutto anche se ancora non ci sono certezze sulla composizione delle offerte, «penso ci siano anche banche interessate - ha azzardato l’amministratore delegato Giovanni Capitanio - Il mordi e fuggi non ci compete, le cose non cambieranno nei prossimi anni. Abbiamo qui il presidente di Unindustria, solleciti gli industriali a farci vedere i progetti».

Riccardo Maiarelli effettivamente ha poi parlato, mettendo però parecchi puntini sulle “i” anche in qualità di presidente della Fondazione Carife che aveva appena convocato un’assemblea per azzerare il suo patrimonio in titoli della banca. «Con il Salva-banche abbiamo subìto la terza spoliazione, dopo quella del Vaticano e di Napoleone - è stato il suo significativo esordio - Questo convegno l’avrei chiamato “Una banca per il territorio”, perché non sappiamo come sarà il nuovo azionariato e per essere banca del territorio bisogna incarnare lo spirito di quasi 200 anni di storia. Ora si dice che i fondi vanno bene, dopo aver registrato che non ci sono offerte di banche. Poi, abbiamo saputo il 29 aprile della proroga settembre del termine per la cessione.. Ci sarebbe piaciuto essere coinvolti nel capitolato di cessione, perché se il viceministro Morando chiede di non mettere per legge i warrant ai vecchi azionisti perché sarebbe ostativo alla vendita, vuol dire che questa cosa non interessa a nessuno e quindi non si farà». Pierdicchi ha replicato solo sull’incertezza della proroga, «è vero che l’ufficialità è arrivata il 29 aprile ma da tempo veniva assicurato che ci sarebbe stata», mentre sulla composizione delle offerte ha ribadito di non poter dire nulla.

Il territorio come può interagire con la nuova banca? Maiarelli, questa volta in veste di presidente Unindustria, ha fatto presente che l’internazionalizzazione è importante ma «solo la minoranza delle industrie ferraresi lavora con l’estero», e che il 97% rientra nel novero delle medio-piccole, per cui l’associazione lavora per agganciare le realtà emiliane più forti. Il sindaco Tiziano Tagliani ha messo in evidenza le esigenze principali, «innovazione in agricoltura, turismo lento e di qualità urbana che ci siamo inventati con risorse pubbliche, l’esigenza di fare squadra: stanno arrivando centinaia di milioni di euro del dopo-sisma ma non siamo stati capaci per ora di produrre sinergie. E ricordo che 30 anni fa le banche erano socie di Fiera e Sipro, enti che hanno portato nuove imprese». Stefano Zambon (Unife) ha ripreso lo spunto del sindaco, «Nuova Carife potrebbe essere strumento per mettere assieme le forze dell’economia».

Sullo sfondo c’è una ripresa economica nazionale ormai più che accennata, «crescono anche spesa per investimenti e merger, quindi abbiamo scavallato la cima Coppi della crisi e siamo in discesa» ha certificato Fabio Gasperini, presidente Ernst&Young.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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