«Ha pagato con diamanti falsi, condannate il gallerista»
Il gestore di una casa d'aste imputato di truffa per l'acquisto di opere del pittore Faccincani
FERRARA. Ha pagato una novantina di quadri rifilando all’autore dei brillanti falsi. Questa l’accusa per cui il gallerista ferrarese Davide Vicentini, 44 anni, gestore di una casa d’aste, è imputato di truffa.
In veste di parte lesa il pittore Athos Faccincani di Monzambano (Mantova). Il pubblico ministero ieri ha chiesto la condanna del gallerista Vicentini a un anno e sei mesi di reclusione.
La vicenda risale alla fine di settembre del 2012 quando il 65enne pittore mantovano venne contattato dal gallerista, responsabile di una casa d’aste, per l’acquisto di 87 tele a olio e alcune serigrafie. L’accordo economico: 97mila euro, non tutti in contanti però. Il gallerista aveva versato 23mila euro, il resto con tre brillanti, corredati da tanto di certificato di autenticità. Peccato che di brillanti non si trattasse. Se n’era accorto Faccincani quando li aveva fatti stimare: erano zirconi, pietre riprodotte in laboratorio di valore infimo rispetto al diamante. Così il pittore si era rivolto ai carabinieri.
Ed era scattata la trappola: Faccincani aveva offerto al gallerista altre quindici opere. Appuntamento a casa sua, a Monzambano, per lo scambio con la stessa forma di pagamento, ancora brillanti.
Così il commerciante d’arte ferrarese, in compagnia di un collaboratore, s’era presentato nello studio di Faccincani per lo scambio: tele al posto di diamanti, per un valore di quasi 30mila euro. Al momento del baratto, i carabinieri erano sbucati fuori e il gallerista era stato arrestato assieme al suo socio, dopo che un gioielliere aveva stimato i nuovi brillanti, anche questi zirconi.
Per la prossima udienza, il 1° giugno, è prevista la sentenza.
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