I 70 anni della Repubblica La storia in un nuovo volume
BONDENO. Sabato alle 10, nella sala 2000, verrà presentato il volume sul 70º anniversario della nascita della Repubblica, scritto da Bracciano Lodi e Edmo Mori. La presentazione avverrà alla presenza...
BONDENO. Sabato alle 10, nella sala 2000, verrà presentato il volume sul 70º anniversario della nascita della Repubblica, scritto da Bracciano Lodi e Edmo Mori. La presentazione avverrà alla presenza del sindaco, Fabio Bergamini, di Anna Quarzi (presidente dell’Istituto di storia contemporanea), del prefetto Michele Tortora e Daniele Civolani per la presidenza provinciale Anpi. Saranno presenti anche gli studenti di medie e superiori mentre Lorenzo Guandalini e Simonetta Malaguti leggeranno alcuni brani, tratti dalle interviste dei protagonisti di quegli anni. Grazie all’ultima fatica, in termini di ricerca storiografica, dell’ex sindaco Bracciano Lodi, e del cavaliere Edmo Mori Settant’anni dopo, Bondeno ricorda come il 2 giugno del 1946 “Nasce la Repubblica Italiana”. Mori e Lodi, in quello che è il loro sesto libro, riassumono la storia dal territorio matildeo, compresa tra la Liberazione e il giorno in cui nacque la Repubblica. L’opera va a colmare l’ultimo vuoto della storia dell’intero periodo degli anni Quaranta del territorio, riscoprendo quei tre anni in cui una Bondeno completamente distrutta dalla guerra, seppe trovare la forza per rinascere. «Si tratta di una ricerca condotta fra gli archivi del Comune di Bondeno – rivela Bracciano Lodi – e interviste ai protagonisti di quell’epoca». Un’epoca di passaggio dalla guerra alla pace. Così, il libro svela come Arturo Cavallari divenne il primo sindaco del dopoguerra; non per elezione, ma per nomina del governatore inglese, entrato con le sue truppe per primo a Bondeno. Una nomina datata 26 aprile, dopo che le truppe alleate furono costrette ad arrivare da Finale Emilia, poiché «tutti i ponti di Bondeno erano stati fatti saltare» ricorda Mori. Per ripristinare la viabilità, venne realizzato prima un ponte di barche poi un ponte provvisorio che rimase in funzione fino agli anni ’70, quando Nino Bergamini volle realizzare il nuovo ponte di San Giovanni, inaugurato nel ’76 dallo stesso Lodi. La storia della Bondeno di allora è quella di un territorio rurale, con il 70% delle persone impiegate nel settore agricolo.i Fu un’epoca anche di scioperi, con il drammatico episodio della morte di Fernando Ercolei, perito sotto i colpi della celere. «Lo stesso don Guerrino Ferraresi – dicono Lodi e Mori – uscì dalla chiesa per prestare soccorso ai manifestanti feriti.» Bondeno fu anche colpita da un’epidemia di tifo che costò due vittime e un superlavoro il dottor Doni, in un ospedale svuotato di tutto. Ma fu anche un periodo di conquiste democratiche: il 7 aprile 1946 alle prime elezioni, la lista socialista-comunista conquistò la maggioranza, con 24 seggi. Ercoliano Zerbini, originario di Gavello, divenne il primo sindaco eletto. Il consiglio si insediò il 23 aprile, e tra gli assessori figurava Elio Ferrari, l padre di Elvino Ferrari, assessore della giunta Lodi negli anni ’80. Ii matildei tornarono ai seggi il 2 giugno ’46; quando votarono per la Repubblica 12mila 303 elettori, mentre per la monarchia solo 2mila 716 elettori. Un cameo importante, curato da Mori, chiude il libro scritto con Lodi: la ricostruzione della vita di Bondeno, nei suoi fatti più importanti, dal 1861 fino al 2015, attraverso gli atti dei suoi sindaci. (mi.pe.).
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