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«Noi abbassiamo i toni, voi fate mea culpa»

«Noi abbassiamo i toni, voi fate mea culpa»

Degrado e criminalità, l’offerta di Anselmi (Fi) alla maggioranza. «Serve l’esercito in zona stazione»

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Forza Italia raccoglie l’invito ad abbassare i toni. La manifestazione della Lega di una settimana fa, con gli eccessi verbali in via Ortigara all’indirizzo di persone di colore, ha mostrato quanto sia facile e pericoloso passare il segno. «Noi abbassiamo i toni, però voi forse potreste fare un po’ di mea culpa». Questo “do ut des”, questo scambio per individuare un nuovo terreno di discussione e confronto tra opposizione e maggioranza attorno ai temi della sicurezza, lo propone il capogruppo di Fi Vittorio Anselmi all’uscita dall’incontro con il prefetto Michele Tortora. Incontro al quale oltre ai consiglieri di Fi Paola Peruffo, Matteo Fornasini, Giamnpaolo Zardi e Anselmi, «per dare un’idea di compattezza» hanno partecipato Giovanni Cavicchi (Lega) e Paolo Spath (Fdi).

«Abbassare i toni - specifica Anselmi - non può significare mettersi a fare i pompieri, anche perché il fuoco in un quartiere come Gad covava da tempo e se ora scoppia qualche incendio la responsabilità è anche di ci ha sottovalutato la situazione. Ora sono tutti consapevoli e va bene, ma se è così - incalza Anselmi - bisogna anche adottare provvedimenti efficaci per contrastare la criminalità e il degrado.».

Su questo punto in Prefettura c’è stato dibattito, come si dice in gergo diplomatico per evidenziare che le opinioni non collimavano. «Il prefetto - riferisce Anselmi

«Il prefetto - riferisce Anselmi - ha detto che c’ è un raddoppiamento in atto degli sforzi e ha fatto una distinzione tra fenomeni criminali come lo spaccio e fenomeni di degrado come orinare sui muri, che non rientrano nella sfera dell’ordine pubblico. Per me, per noi, sono invece facce della stessa medaglia. Non sappiamo se alla Gad sia cominciato prima il degrado o prima lo spaccio, però oggi entrambi i fenomeni vanno combattuti con analoga determinazione anche perché in molti casi i protagonisti sono gli stessi». Per Anselmi «l’attività di repressione dello spaccio è preziosa, necessaria, ma non basta». Nasce da qui la proposta di far arrivare l’esercito a Ferrara sulla scia del progetto Strade Sicure atuato a Roma, un’idea che non deve aver incontrato i favori del prefetto visto che i problemi di Ferrara sono comuni a tante altre città italiane. «Non siamo per militarizzare la città - assicura Anselmi - ma se vi fosse una presenza dell’esercito, ad esempio alla stazione, funzionerebbe da deterrente e inoltre quella zona non dovrebbe più essere controllata da polizia e carabinieri. Non chiediamo una presenza permanente dell’esercito, ma per un periodo si può provare».

Per Anselmi è anche inconcepibile «che da due anni i cittadini siano costretti a manifestare settimanalmente per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione del loro quartiere».(m.p)

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