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Alcol, l’esame all’ospedale era inattendibile: assolto

Alcol, l’esame all’ospedale era inattendibile: assolto

Dopo un grave incidente le analisi del sangue registrarono un livello triplo. Ma il test eseguito con scopo clinico a Cona aveva troppi margini di errore

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FERRARA. Dopo essere finito all’ospedale con gravi traumi e fratture, a causa di un incidente stradale nel novembre 2013, si era trovato inguaiato per guida in stato di ebbrezza. Arrivato al pronto soccorso di Cona gli era stato fatto un prelievo di sangue, a scopo clinico, ma le analisi - insieme ad altri responsi - avevano evidenziato una concentrazione alcolica pari a 1,60 grammi per litro di sangue, il triplo rispetto al limite massimo consentito per guidare. Così la macchina giudiziaria si era messa in moto, fino a farlo finire a processo per guida in stato di ebbrezza. Le accuse però sono cadute completamente e l’imputato, un uomo di 48 anni difeso dall’avvocato Antonio Boldrini, è stato assolto con formula piena, riconoscendo il giudice che le analisi del sangue con finalità cliniche non sono attendibili per valutare il tasso di alcolemia. Era stata la difesa, attraverso una perizia tossicologica affidata al dottor Cesare Bertocco, a contestare la validità di quelle analisi per tre motivi: in quel tipo di esame viene infatti utilizzata solo una parte del sangue, il plasma, determinando perciò un innalzamento fino al 20 per cento dei valori. Inoltre non era stato eseguito, come previsto nel test mirati, il doppio campionamento e, infine, non era stato impiegato un antifermentativo per impedire una successiva formazione di alcol.

Per tutte queste ragioni, ha argomentato la difesa, quell’analisi non doveva essere ritenuta attendibile. Il giudice a sua volta ha disposto una perizia super partes, nominando come perito il medico legale Elia Del Borrello, responsabile del Laboratorio di Tossicologia forense del Tribunale di Bologna.

L’esito di questa perizia è risultato del tutto conforme con le conclusioni del consulente di parte, e alla luce di questi risultati il giudice ha dunque assolto l’imputato con formula piena. L’accusa aveva chiesto la condanna a un anno. Il processo ha così segnato un punto fermo nella valutazione dell’attendibilità degli esami del sangue con finalità clinica nel determinare il tasso alcolemico, un tema centrale nel dibattito in corso per definire un protocollo unico regionale nella misurazione dell’alcolemia con metodo gascromatografico.(a.m.)

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