C’è una Ferrara ancora inagibile
Imponente l’opera di ricostruzione di scuole e palazzi Ma alcuni edifici pubblici e privati restano chiusi
Giusto 4 anni fa. Il terremoto del 2012 sembra sempre più lontano, ma i danni causati sono stati così devastanti che ancora oggi la città di Ferrara porta i cerotti. Molto comunque è stato fatto in questi anni in termini di programmazione e ricostruzione. Le nostre istituzione hanno dimostrato nell’emergenza di aver fatto quel giusto cambio di passo che è servito ad iniziare bene un indispensabile processo di ripresa. Ma c'è ancora tanto da fare e andando ad analizzare alcune situazioni precarie, ci vorranno ancora degli anni prima di far tornare Ferrara alla completa normalità.
Ci sono ancora numerose ferite aperte come testimoniano le ampie crepe murarie visibili in alcuni palazzi e monumenti della città e anche altre ferite ormai cicatrizzate ma che portano ancora i segni di quelle violente scosse. Nonostante un’encomiabile corsa contro il tempo per sanare e arginare le situazioni più urgenti e delicate, Ferrara si trova ancora con molti luoghi chiusi e inagibili, ma già dalle prossime settimane è previsto l'avvio di numerosi cantieri. In questi anni sono stati dapprima messi in sicurezza gli edifici più lesionati e poi preparati i piani per il loro definitivo recupero.
Come ogni 20 maggio, la data si presta a bilanci ed è utile per fotografare la situazione allo stato attuale con questo lento processo di ristrutturazione. Il programma per il 2016 del Comune prevede l’approvazione di tutti 17 progetti e conseguente messa in appalto (almeno del 50%), chiusura delle autorizzazioni Mude (con lavori già conclusi nell’edilizia privata al 64%) e delle autorizzazioni Sfinge con riapertura bando Inail. C’è anche un nuovo piano di investimenti con 9 nuovi cantieri per 6 milioni di euro. Tra i punti anche la progressiva uscita di Ferrara dal cratere.
Come hanno detto ieri il sindaco Tiziano Tagliani e gli assessore Aldo Modonesi e Roberta Fusari, il conto del terremoto per il solo Comune di Ferrara ha già un prezzo altissimo con quasi 90 milioni di euro per interventi su edifici lesionati, per assistenza a persone rimaste senza casa e per programmi di ristrutturazione complessiva. A questi vanno aggiunti gli altri enti a cominciare dalla Provincia, impegnata nel complesso lavoro di restauro del Castello Estense per oltre 9 milioni euro con il monumento simbolo che pur rimanendo sempre agibile sarà completamente ristrutturato nel 2020.
La diocesi che ha ancora quasi cinquanta chiese diocesane ancora inagibili, di cui 13 nella solo cerchia muraria, l'Università che si è vista privata di buona parte degli uffici del rettorato di via Savonarola. Ci sono strutture che sono ancora in alto mare ed è impensabile al momento preventivare il ritorno all'agibilità.
La prossima primavera dovrebbe partire anche il progetto per recuperare l'ala trecentesca di palazzo Schifanoia. Ritocchi importanti a Palazzo Diamanti per l'apertura completa della Pinacoteca, attualmente inagibile in tre sale. Oltre un biennio per ultimare il restauro di Palazzo Borghi, sede dell'Archivio di Stato. Almeno due anni anche per il recupero della zona universitaria di via Savonarola con in primis il rettorato di Palazzo Renata di Francia. I lavori in questo caso interesseranno anche i palazzi confinanti universitari di via Savonarola. Avanti così.
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