Controlli speciali interforze al Grattacielo
Verifiche delle forze dell'ordine contro affitti in nero, spaccio e sfruttamento della prostituzione. Passati al setaccio 40 appartamenti
FERRARA. Un servizio interforze al Grattacielo per controllare la regolarità degli affitti e le presenze all'interno degli appartamenti, partendo dalla premessa che spaccio, sfruttamento della prostituzione e clandestinità trovano terreno fertile negli affitti in nero. Il servizio si è tenuto fin dalle prime ore di oggi, venerdì 20 maggio, impiegando decine di unità dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale, a cui si sono affiancate 6 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna e le unità cinofile della Polizia di Stato, che hanno esteso le verifiche alla zona adiacente alla stazione ferroviaria e a quella degli autobus controllando le persone in arrivo a Ferrara.
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Il servizio ha riguardato una quarantina di appartamenti, con l’identificazione di coloro che uscivano dalle due torri del grattacielo. Gli esiti complessivi del monitoraggio dei residenti nelle due torri verranno analizzati e successivamente resi noti. Durante i controlli all’esterno sono state identificate diverse decine di persone. Tra i fermati, in particolare, due donne nigeriane sono risultate clandestine e verranno accompagnate, a cura dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, al Centro di Identificazione ed Espulsione indicato dal Ministero.
Durante i controlli alla stazione ferroviaria, alcuni giovani sono stati trovati in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente.
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Il servizio è stato disposto nell’ambito di una strategia condivisa in sede di Comitato con i vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, considerati i problemi riscontrati nella zona Gad. Il Questore Antonio Sbordone ha esposto i contenuti di un piano di azione, condiviso col Sindaco, finalizzato a una verifica tesa a far emergere eventuali irregolarità tra i residenti soprattutto nell’area del grattacielo. Il Questore, ha concentrato l’attenzione sulla necessità di un accertamento che, partendo da una verifica amministrativa degli affitti e delle persone effettivamente domiciliate nelle due torri, potesse poi essere utilizzato per nuove strategie di contrasto della microcriminalità, dello sfruttamento della prostituzione e di altre situazioni di connivenza che possano favorire il traffico di stupefacenti.Quest'ultimo, nella zona gestito soprattutto da pusher nigeriani, fa registrare un ampio utilizzo di corrieri anche con piccole dosi di spaccio, che potrebbero essere agevolati da “affitti in nero”. Peraltro, nota la Questura "come evidenziato dall’attività svolta sino ad oggi, tale espediente (l’utilizzo di numerosi corrieri con dosi minime) riduce il danno derivante dall’eventuale sequestro del “carico”".
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