In aula ultimo scontro difesa e parti civili
L’unica certezza è che comunque andrà a finire, giunto ormai alla Corte di Cassazione dove è stato discusso ieri, il processo al crac Coopcostruttori (in cui Carife doveva essere coinvolta, dicono i...
L’unica certezza è che comunque andrà a finire, giunto ormai alla Corte di Cassazione dove è stato discusso ieri, il processo al crac Coopcostruttori (in cui Carife doveva essere coinvolta, dicono i giudici d’appello) finirà dritto nei massimari di giurisprudenza, come causa pilota. Lo aveva già detto il pg Orsi nella requisitoria (chiedendo di rifare il processo e di annullarlo in parte e confermare la bancarotta per la Spal), se ne è avuta la conferma ieri in aula dallo scontro-confronto tra le parti civili e le difese. Che continueranno a parlare il 6 giugno prossimo, mentre la sentenza è fissata per il 30 giugno. Le parti civili hanno ribadito che i bilanci erano falsi e che di conseguenza i soci non avrebbero mai investito soldi in Costruttori se avessero saputo delle falsificazioni operate. Le difese, soprattutto quelle di Donigaglia e Ricci, ex vertici coop, hanno ribadito ciò che lo stesso pg aveva affermato: nessuno bilancio falso. L’avvocato Valgimigli ha sottolineato che oltre a non essere falsi i bilanci (anche per la nuova norma sul falso valutativo reintrodotta dal governo Renzi), gli altri capi di imputazioni collegati, vengono a cadere. Anche la bancarotta Spal.
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