«Non bisogna abbassare la guardia»
Raccontare quanto è stato fatto negli ultimi 4 anni non è un compito facile. Sebbene il sisma abbia colpito dal punto di vista emotivo oltre che oggettivo il territorio della nostra provincia,...
Raccontare quanto è stato fatto negli ultimi 4 anni non è un compito facile. Sebbene il sisma abbia colpito dal punto di vista emotivo oltre che oggettivo il territorio della nostra provincia, passata l'emergenza ed il bailamme di Ordinanze che hanno creato non poche difficoltà ai fini della corretta gestione della ricostruzione, è ora, crediamo, di fare un punto sereno rispetto allo stato dell'arte. Vorremmo ricordare, come già facemmo con un convegno 24 anni fa (Ferrara e i terremoti), che la sismicità è una peculiarità del nostro territorio, e che i tempi di ritorno sono valutati in modo probabilistico e, come ogni calcolo da gioco del lotto, lasciano il tempo che trovano. Il sistema complesso di faglie della Dorsale ferrarese, il famoso "Appennino" che è a pochi metri al di sotto della nostra città, impone un'attenzione al rischio sismico continuo e dunque non bisogna abbassare la guardia. Come Geologi liberi professionisti e profondi conoscitori del territorio, dobbiamo evidenziare che la cultura relativa allo studio delle scienze della terra ha ancora tantissimi passi da fare. Purtroppo siamo costretti a constatare che spesso c'è una ricerca della massima ottimizzazione dei costi, per cui vengono riesumate indagini eseguite magari 20/30 anni fa, con tecniche metodologiche e di conoscenza obsolete, vengono imposti budget limitatissimi sia per la diagnostica che per l'elaborazione dei dati e lo studio di un modello geologico e sismico, fondamentale per capire il modello geotecnico. Dobbiamo essere pronti per il prossimo sisma e ricordarci che il terremoto è un evento naturale e non un evento catastrofico. La catastrofe è non essere pronti a prevenire e mitigare i potenziali danni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google