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evasione in calo

Tper-Ferrara, il matrimonio funziona

Tper-Ferrara, il matrimonio funziona

In arrivo 4 minibus a metano. Dal 2017 12 ibridi per la città e 11 grandi bus extraurbani

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La paura che in una Tper a trazione bolognese Ferrara - con il suo misero 1,66% di quote - perdesse per strada qualche autobus è passata. Quattro anni dopo l’assorbimento di Atc-Ferrara nella grande aziende del trasporto regionale, la distanza del centro decisionale e amministrativo non ha comportato «un allontanamento nè una mancanza di attenzione al territorio». Questo è venuta a dire ieri in Castello la presidente di Tper Giuseppina Gualtieri, che ha portato a conforto i numeri in cui si traduce l’attenzione per i viaggiatori estense. E questo hanno confermato attori e soci ferraresi del trasporto pubblico locale: Michele Balboni (direttore Ami), Tiziano Tagliani (presidente della Provincia) e Aldo Modonesi (assessore comunale alla mobilità). Tutti a dire che la collaborazione ha funzionato sia all’andata - gli enti locali ferraresi contribuiscono fedelmente a Tper versando 750 mila euro, di cui 400 mila la città - che al ritorno con gli investimenti di Tper per migliorare i servizi di trasporto. Giusto un anno fa è stato rinnovato il contratto di servizio tra Ferrara e Tper che scadrà alla fine del 2019, proprio come quello tra Tper e Bologna. La celebrata collaborazione di ieri serve quindi per proseguire il viaggio insieme, possibilmente su mezzi sempre più comodi e moderni. Anche perché, come ha ricordato Balboni, il parco mezzi di casa nostra ha accumulato un’età media di 13,9 anni e ha bisogno di essere rigenerato.

Reperire risorse per investire non è mai stato facile, dal 2001 in poi con i progressivi tagli al Tpl decisi a Roma addirittura improbo, solo adesso - ha detto Gualtieri - stanno arrivando delle boccate d’ossigeno che alimentano la bombola della Regione che, bene o male, ha continuato a erogare finanziamenti. Qui sono entrati in gioco il direttore di Tper Paolo Paolillo e il dirigente finanziario Fabio Teti con i numeri. Dal 2010 sono stati 63 i nuovi bus arrivati nel Ferrarese. In particolare sono entrati in servizio 8 bus a metano e 5 ibridi per la città, minibus per i Taxibus di Ferrara e Comacchio e i grandi bus di 14, 15 e 18 metri per scorrazzare gli studenti lungo le tratte extraurbane. Entro l’estate - ha annunciato Paolillo - il parco mezzi sarà integrato da 4 minibus a metano; mentre dal 2017, la gara su base regionale è in corso, arriveranno 12 bus ibridi (diesel E6 + elettrico) per i servizi urbani e 11 bus extraubani, provvisti di pedana d’accesso per chi è costretto in carrozzina. Con il progetto Gim, finanziato da Ami, sono stati installati su 260 bus gli impianti di telecontrollo satellitare che comunicano i tempi di arrivo su 35 pannelli installati alle fermate.

La lotta all’evasione - una combinazione fatta di informazione, controlli, sanzioni - sta dando dei risultati. Nel 2015 - ha comunicato Teti - sono stati controllati 328.505 passeggeri (contro i 271mila del 2014) su 21.555 corse. Le sanzioni sono state 21.224, pari a un tasso di evasione del 6,46% (nel 2014 i trasgressori erano il 7,41%). Il trend calante è confermato dai dati del primo trimestre: evasione al 6,23%.

Positivo è il dato delle vendite dei biglietti: 4% in più nel primo trimestre 2016.

«La collaborazione con Ami Ferrara e con i Comuni porta buoni risultati» ha detto la presidente di Tper. Anche il bilancio di Tper è in ordine. L’ha anticipato Tagliani, ma il documento contabile sarà presentato fra un mese.

Marcello Pradarelli

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