Ventimila euro per avere eredità fantasma
MIGLIARINO. L’ha incontrata davanti all’ufficio postale poco dopo essere rimasto vedovo e alla richiesta di denaro di quella signora, nonostante fosse una perfetta sconosciuta, non ha saputo dire di...
MIGLIARINO. L’ha incontrata davanti all’ufficio postale poco dopo essere rimasto vedovo e alla richiesta di denaro di quella signora, nonostante fosse una perfetta sconosciuta, non ha saputo dire di no. Innescando così una spirale di continue richieste di aiuto economico che lo hanno portato a consegnarle, con il contributo dei suoi familiari, quasi ventimila euro.
È a processo per truffa una signora di 68 anni, accusata di aver raggirato un suo quasi coetaneo, un pensionato settantenne, con cui ha avuto una breve frequentazione. Secondo l’accusa la donna avrebbe approfittato del periodo di fragilità psicologica conseguente alla recente vedovanza per spillargli denaro adducendo come motivo la necessità di sbrigare costose pratiche legali per venire in possesso di una ricca eredità. A concorrere alle spese sono intervenuti, via via, anche i familiari dell’anziano, in tutto sette persone, le stesse che sono state chiamate a testimoniare ieri al processo per truffa icontro la donna. Lei, da parte sua, si è difesa dicendo di non aver mai estorto denaro all’amico, ma di aver solo chiesto un aiuto che le era stato poi accordato. E l’eredità? L’imputata ha sostenuto che non era un’invenzione, ma che la battaglia per venirne in possesso non era andata a buon fine, e la sperata ricchezza era sfumata. Così come sono sfumati i ventimila euro elargiti dall’anziano (costituito parte civile) e dai suoi familiari, se si esclude qualche centinaio di euro finora restituita. «Ero appena rimasto vedovo, sono stato ingenuo», si è rammaricato l’anziano davanti al giudice, che ha aggiornato il processo a luglio.(a.m.)
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