Grattacielo, al setaccio gli affitti in nero
Controllati quaranta appartamenti, decine di identificazioni. La nuova strategia sollecitata anche dai residenti della Gad
Un servizio interforze al Grattacielo per controllare la regolarità degli affitti e le presenze all'interno degli appartamenti, partendo dalla premessa che spaccio, sfruttamento della prostituzione e clandestinità trovano terreno fertile negli affitti in nero. Il servizio si è tenuto fin dalle prime ore di ieri, impiegando decine di unità dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale, a cui si sono affiancate sei pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna e le unità cinofile della Polizia di Stato, che hanno esteso le verifiche alla zona adiacente alla stazione ferroviaria e a quella degli autobus controllando le persone in arrivo a Ferrara.
Sono stati una quarantina gli appartamenti passati al setaccio dalle forze, che hanno inoltre identificato le persone che uscivano dalle due torri del grattacielo. Gli esiti complessivi del monitoraggio dei residenti saranno poi comunicati non appena i dati saranno analizzati . Durante i controlli all’esterno sono state identificate diverse decine di persone. Tra i fermati, in particolare, due donne nigeriane sono risultate clandestine e verranno accompagnate, a cura dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, al Centro di Identificazione ed Espulsione indicato dal Ministero.
Durante i controlli alla stazione ferroviaria, inoltre, alcuni giovani sono stati trovati in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente.
Il servizio è stato disposto nell’ambito di una strategia condivisa in sede di Comitato con i vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, considerati i problemi riscontrati nella zona Gad. La necessità di intensificare i controlli sugli affitti in nero anche di recente era stata sollecitata dai residenti della zona, e in particolare dal Comitato Zona Stadio. Il questore Antonio Sbordone ha esposto i contenuti di un piano di azione, condiviso col Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani: scopo del programma, far emergere appunto eventuali irregolarità tra i residenti soprattutto nell’area del grattacielo. Il questore, ha concentrato l’attenzione sulla necessità di un accertamento che, partendo da una verifica amministrativa degli affitti e delle persone effettivamente domiciliate nelle due torri, potesse poi essere utilizzato per nuove strategie di contrasto della microcriminalità, dello sfruttamento della prostituzione e di altre situazioni di connivenza che possano favorire il traffico di stupefacenti. Quest'ultimo, gestito nella zona soprattutto da pusher nigeriani, fa registrare un ampio utilizzo di corrieri anche con piccole dosi di spaccio, che potrebbero essere agevolati dagli affitti in nero. Peraltro, nota la Questura, «come evidenziato dall’attività svolta sino ad oggi, tale espediente (l’utilizzo di numerosi corrieri con dosi minime) riduce il danno derivante dall’eventuale sequestro del “carico”».
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