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La scuola è scesa in piazza «No ai bonus insegnanti»

La scuola è scesa in piazza «No ai bonus insegnanti»

Presidio sindacale in Prefettura, richieste su organici amministrativi e supplenti Cattani (Cgil): non ci sono più o meno bravi. Problemi nel pagamento dei precari

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Si è svolto ieri uno sciopero nazionale della scuola, organizzato da Cgil, Cisl,Uil, Snals. Le sigle sindacali hanno indetto un presidio davanti alla prefettura, come in tutta Italia. Tra le motivazioni «un aspetto riguarda il rinnovo del contratto. Questo governo non ha più scusanti, perché se si stava aspettando la revisione della pubblica amministrazione, questa è già stata definita per 4 comparti. Ora devono essere stanziate delle risorse per il rinnovo del contratto» spiega Alessandra Zangheratti (Cisl scuola), che chiede «l'immissione in ruolo per il personale Ata, con un organico funzionale, e che venga indetto un concorso per dirigente dei Servizi amministrativi, figura indispensabile per il pagamento dei supplenti. Quest'anno ci sono stati dei problemi in un istituto a Porto Garibaldi, perché è mancata la dirigente per tre mesi e i precari non sono stati retribuiti. Chiediamo la cancellazione della norma della Finanziaria per la quale il personale Ata non può essere sostituito e il riconoscimento del personale docente precario che lavora da almeno 36 mesi nella scuola. Vogliamo che sia stabilizzato, mentre la legge 107 prevede che dopo 36 mesi il personale venga licenziato». Molte perplessità suscita anche la chiamata diretta del dirigente: «Serve un confronto e un tavolo negoziale, perché non può essere lasciata alla discrezionalità di una sola persona la scelta degli insegnanti».

Hania Cattani (Cgil Scuola), punta a «far emergere tutta quella parte di lavoro detta funzione docente, come preparazione delle lezioni o correzione dei compiti, e inserirla nel contratto di lavoro. La legge 107 ha creato inoltre divisioni all'interno della comunità educante con il bonus, che dovrebbe premiare i più meritevoli. Non esistono più o meno bravi, perché tutti svolgiamo attività previste nel collegio docenti e nel consiglio d'istituto». Giovanna Grazi (Snals) solleva dubbi sulla chiamata diretta. «Il dirigente sceglie da un albo on line i docenti che ritiene più idonei alle attività educative, indipendentemente dal punteggio acquisito».

Altri problemi riguardano la scarsità di docenti assunti (86mila contro i 150mila annunciati) e il licenziamento dei precari dopo 36 mesi di lavoro. Paolo Accardo, segretario Uila Scuola, sottolinea il valore della scuola come «luogo di cultura, spina dorsale del paese. La legge 107 non ha rinnovato nulla».(v.c.)

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