Scuola e bambini adottivi: ecco gli errori da evitare
A Ferrara un seminario di "Dammi la mano" con cento insegnanti. Il Comune: ecco l'Ufficio minori
FERRARA. Ci sono libri di testo elementari che richiedono ai bambini di portare i ricordi fotografici della loro nascita. Si può immaginare con quale spirito affrontino questa parte del programma i bambini adottivi, che immagini del genere naturalmente non hanno. È solo un esempio, portato da Monya Ferritti (famiglie adottive), di pratiche da evitare quando in classe si hanno scolari in questa condizione, come ha annotato un centinaio d’insegnanti al seminario “La scuola accogliente”, organizzato ieri pomeriggio a San Benedetto dall’associazione Dammi la mano.
L’età media degli adottati è salita a 5,5 anni, quindi l’inserimento scolastico è repentino e l’approccio educativo e dell’ambiente ancor più importante. Non è che tutti i bambini adottivi abbiano disturbi specifici dell’apprendimento, ha spiegato lo psicologo Ernesto Stoppa, serve però un’attenzione particolare. La psicologa Anna Cavallini e l’assistente Asp, Angela Mambelli, sono entrate nel merito della situazione ferrarese: negli ultimi dieci anni le adozioni sono state 83, delle quali 60 internazionali (18 dalla Russia, 12 dalla Colombia). L’assessore Chiara Sapigni, poi, ha annunciato l’apertura dell’Ufficio comunale diritti dei minori, curato da Elena Buccoliero, che eredita la funzione di coordinamento della Provincia in questo ambito.
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