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Palio, in corteo il trionfo della corte estense

Palio, in corteo il trionfo della corte estense

Ieri la sfilata storica con 1.500 figuranti, gara di bellezza tra le contrade per celebrare l’Orlando Furioso

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La scenografia della contrada di San Giovanni, che nel pomeriggio aveva cominciato a prendere forma dalla Torre dell’Orologio di corso Porta Reno, era già una promessa dello spettacolo di lì a venire.

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E spettacolo è stato, quello offerto ieri sera dal magnifico corteo del Palio, reso unico dalle celebrazioni per i 500 anni dell’Orlando Furioso.

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Un trionfo ariostesco di grande impatto scenografico ed emotivo ha entusiasmato il pubblico - su tutti un gruppo di deliziatii turisti americani - accorso ad applaudire la sfilata dei 1500 figuranti in abiti rinascimentali che, partendo alle 21 dalla Porta degli Angeli, ha attraversato corso Ercole I d’Este per raggiungere il Castello e da lì il Giardino delle Duchesse, quest’anno eletto eccezionalmente “quartier generale” dei Rioni e delle Contrade in attesa di esibirsi in piazza Municipale.

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Novità, nel consueto rituale del Giuramento, introdotte dalla bacchetta magica di Ariosto, così come il poema ha ispirato le rappresentazioni delle otto contrade e della Corte Ducale in piazza Municipale e ne ha determinato l’ordine di apparizione nella sfilata storica, stavolta non basato sui Palii vinti nell’edizione precedente ma scandito dai capitoli del Furioso, così come promesso dal titolo del corteo: “Tra Terra e Luna, gli sguardi di Ariosto: storie miti e personaggi nella Ferrara del Furioso”.

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Nella gioiosa “austerity” delle strade chiuse al traffico per il passaggio dei figuranti, tra il pubblico assiepato ai lati di corso Ercole I d’Este c’è qualcuno che tradisce impazienza e preoccupazione («Di questo passo arriveranno a mezzanotte»), invidiando un po’ i previdenti che si sono attrezzati con sedie pieghevoli. Invece alle 21 ecco il rombo dei primi tamburi, e poi il corteo si manifesta in una girandola di elmi, scudi, balestre, lanterne, cuscini di velluto, corone di fiori, bandiere volanti e chiarine squillanti.

Ecco dunque la Corte Ducale - preceduta dal gonfalone del Comune sorretto da una triade di agenti municipali - aprire la sfilata con i suoi figuranti, tra cui si nota l’assessore al Palio Aldo Modonesi. Il tema scelto dalla Corte Ducale per la successiva rappresentazione in piazza Municipale è “Le donne, il cavallier, l’arme, gli amori” l’incipit del “Furioso” che introduce i protagonisti destinati ad affrontare prove difficili, così come le Contrade si preparano alle gare del Palio, il 29 maggio in piazza Ariostea. Sfila poi San Giacomo, che per lo spettacolo in piazza Municipale ha scelto di rappresentare la partenza per le Crociate. Gli intrecci sentimentali e avventurosi dell’amore tra la guerriera cristiana Bradamante e il cavaliere pagano Ruggero, raccontati nel 4º canto del Furioso, hanno ispirato San Benedetto, mentre San Giorgio ha ripercorso il duello tra Orlando e il saraceno Ferraù sotto le Mura della città pagana di Lazera. Un altro amore contrastato, quello tra Isabella e Zerbino, è stato il tema scelto da San Luca, seguito da Santo Spirito con l’assedio di Parigi da parte delle truppe saracene del re d’Africa Agramante, combattuto dai cavalieri di Carlo Magno. È stata poi la volta di Santa Maria in Vado con la pazzia di Ariosto descritta nel canti 17ºe 21º, passando poi al canto 43º e il viaggio sul Po di Rinaldo verso Ravenna rappresentato da San Giovanni. Ha chiuso il corteo San Paolo celebrando, con il matrimonio tra Ruggero - convertito - e Bradamante anche la nascita di Casa d’Este e quindi il legame che unisce l’Orlando Furioso al Palio di Ferrara.(a.m.)

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