Tra Terra e Luna gli sguardi di Ariosto
Le contrade si sono esibite in Piazza Municipale ricordando scene dell’Orlando Furioso per un Giuramento suggestivo
Una suggestiva luna piena ha contribuito a rendere ancora più affascinante gli spettacoli proposti dalle 8 contrade e dalla Corte ducale, esibitesi in rappresentazioni che hanno come tema l'Orlando Furioso, di cui si celebrano i 500 anni della prima edizione. “Tra Terra e Luna, gli sguardi di Ariosto: storie, miti e personaggi nella Ferrara del Furioso”, questo il titolo degli spettacoli messi in scena. La novità di quest'anno è stata la location: non più nella corte del Castello, ma in piazza Municipale. A giuramento terminato, la piazza ha dimostrato di costituire un incantevole teatro all'aperto. È lo stesso Alessandro Fortini, Presidente dell'Ente Palio, a spiegare che «siamo in piazza Municipale per offrire un contesto adeguato. Proprio questa piazza era già un cortile che ospitava spettacoli». Infine, il Presidente ricorda che «è una serata speciale. Abbiamo voluto collegare il Palio ai 500 anni della prima pubblicazione dell'Orlando Furioso. Gli spettacoli sono tutti e nove legati al poema dell'Ariosto».
Subito dopo, entra il gonfalone del Comune, cui seguono i 4 palii che verranno disputati in piazza Ariostea. Ogni contrada ha anche annunciato i nomi dei campioni che correranno domenica. Le luci si spengono, e, preceduta dalla voce narrante dell'attore Marco Sgarbi, che introdurrà gli spettacoli di tutte le contrade, fa il suo ingresso la Corte Ducale. Ludovico Ariosto scrive all'amata Alessandra, lamentando le difficoltà di vivere in Garfagnana. Alessandra lo incita ricordandogli il grande dono che possiede, quello di fare poesia, e rievocando i protagonisti del poema. Amore e avventura, nel senso di imprevedibilità, sono al centro della rappresentazione del borgo San Giacomo. L'Araldo spiega che Ludovico Ariosto, nella sua opera ha conservato gli elementi di amore e avventura, tipici del romanzo cortese e dei poemi epici. In scena Lancillotto riceve in dono un anello magico dalla principessa, che dovrà proteggerlo nel corso delle sue imprese. Una rappresentazione raffinata, con uno sfondo musicale adeguato. Una soffusa luce azzurra si accende quando gli attori escono. Il rione San Benedetto ha proposto il canto IV dell'Orlando Furioso, quello in cui si narra della relazione tra Bradamante e Ruggero, che ha dato vita alla casata estense. Il rione ha messo in scena il castello nel quale era rinchiuso Ruggero. La contrada di San Giorgio ha messo in scena un presunto incontro di tre intellettuali che discutono del duello fra Orlando e Ferraù, conclusosi con la vittoria di Orlando. Il Borgo di San Luca ha messo in scena il contrastato amore tra Zerbino e Isabella, rapita e imprigionata da una ventina di uomini. Interessante il duello proposto al rallentatore e con l'uso di fumogeni che hanno rievocato l'atmosfera di battaglia. San Luca ha usato un italiano contemporaneo, a differenza delle altre contrade che hanno utilizzato il linguaggio 500entesco. Il rione di Santo Spirito ha rievocato l'assedio saraceno di Parigi. A introdurre lo spettacolo è Giovanni Mazzocchi, presso la cui tipografia venne stampata la prima edizione del Orlando Furioso. Chi mette inscena l'episodio della follia di Orlando, che diventa pazzo di gelosia dopo aver scoperto che Angelica ama Rinaldo, è la contrada di Santa Maria in Vado. Una rappresentazione limpida, essenziale,molto raffinata. Il borgo San Giovanni ha messo in scena il viaggio sul Po, dal canto XLIII dell'Orlando, rievocando il viaggio di Rinaldo, che da Mantova giunge a Ravenna. Infine, il rione San Paolo ha messo in scena il matrimonio di Ruggero e Bradamante. Suggestivo l'intervento dei focolieri.
Veronica Capucci
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