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«Meno sicuri senza la guardia notturna»

«Meno sicuri senza la guardia notturna»

L’autista d’ambulanza Balboni (Coes Italia): i mezzi potrebbero soccorrere i pazienti meno gravi. Casaroli: potenziare il 118

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La soppressione della guardia medica notturna, uno dei pilastri dell’atto di indirizzo che fissa i paletti della futura organizzazione della Medicina di base, sta suscitando perplessità tra gli addetti ai lavori. Ai dubbi dei consiglieri regionali, che hanno presentato una specifica interrogazione in Regione, dei rappresentanti della guardia medica e del sindacato Snami, intervistati dalla ‘Nuova’ nei giorni scorsi si è aggiunto ieri il punto di vista, assimilabile ai precedenti, di Stefano Balboni, rappresentante di Coes Italia, Federazione autisti ambulanza professionisti. Balboni, ferrarese in servizio nell’area vasta Romagna, è convinto che uno dei punti deboli del nuovo sistema, basato sull’apertura degli ambulatori per l’assistenza di base per 16 ore al giorno con la delega al 118 degli interventi notturni, fra le 24 e le 8 del mattino oggi garantiti dalla guardia medica, consista nell'«incremento del numero di chiamate che verranno indirizzate all’emergenza sanitaria». Il numero unico 118 è stato istituito, ricorda Balboni, per rispondere in modo efficace a un «allarme sanitario» e tramite esso si accede ad un sistema «di accettazione di emergenza sanitaria». L’assenza di una guardia medica notturna porterà inevitabilmente un sovraccarico di lavoro per le centrali 118 ma anche per il sistema ambulanze che dovrà rispondere a un aumento delle richieste di assistenza, compresa una quota «di codici "bianchi" o "verdi" che potrebbero essere “soccorsi” a scapito di interventi di emergenza indifferibile». A soffrirne potrebbero essere territori come Bondeno o Copparo dove l'ambulanza disponibile potrebbe essere utilizzata per trasportare l’anziano che poteva essere trattato da una guardia medica fino a Cona, «lasciando potenzialmente sguarnito il territorio» per qualche tempo. Si potrebbe aumentare il numero delle ambulanze «ricorrendo anche ad enti convenzionati esterni - conclude Balboni - ma questo comporterà costi più alti per la comunità mentre il personale, non essendo di provenienza Asl, potrebbe essere soggetto a minori controlli». Il medico di famiglia Claudio Casaroli (Fimmg Ferrara) invita «a non drammatizzare. Non conosciamo bene come funzionerà il nuovo sistema, si potrebbe suscitare allarme senza che sussistano i presupposti reali. É evidente, però, che il 118 - almeno in alcune fasi o momenti - dovrà essere potenziato». (gi.ca.)

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