Azzerati con il Fidt L’Ue avvisò tutti già a gennaio 2015
La Commissione Ue aveva informato il 27 febbraio 2015 che «nessuna forma d’intervento del Fitd avrebbe potuto aver luogo in assenza di misure di condivisione degli oneri (burden sharing) a carico di...
La Commissione Ue aveva informato il 27 febbraio 2015 che «nessuna forma d’intervento del Fitd avrebbe potuto aver luogo in assenza di misure di condivisione degli oneri (burden sharing) a carico di azionisti e creditori subordinati». Lo scrive la stessa Bankitalia nella memoria per il ricorso al Tar della Fondazione Carijesi. Bankitalia e i commissario Carife (in foto Giovanni Capitanio), quindi, sapevano che l’Ue voleva far pagare l’intervento del Fitd con l’azzeramento di azionisti e bondisti junior, ma all’assemblea del 31 luglio non ci furono informazioni in proposito. La delibera poi votata dai soci chiedeva infatti di portare a 27 cent il valore delle azioni e non menzionava gli obbligazionisti. La delibera si limitava solamente a subordinare l’operazione alle autorizzazioni europee.
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