«Non appena fa buio regna solo lo spaccio»
Da Ronche da 23 anni gestisce una giostra in via Niccolini: più illuminazione e più controlli
«Per ora, almeno di giorno, ci salviamo; i problemi iniziano alla sera quando arrivano gli spacciatori e allora si crea una situazione insostenibile e pericolosa».
Chi dà sfogo a queste preoccupazioni, è Gianni Da Ronche, titolare della giostrina per bambini che da 23 anni è fissa fra via Niccolini e la piazza dedicata a suo padre Remigio.
«Ci troviamo nella famigerata zona Gad - prosegue - che è molto vasta perché va da Porta Catena, a via Oroboni, da Corso Piave a Viale Vittorio Veneto, da Piazza Castellina alla Stazione, formando una sorta di triangolo dove ormai non c'è più ritegno per quanto riguarda la droga. Arrivano anche a fermarti e a chiederti se la vuoi e finchè lo fanno con me… ma se disturbano ad esempio mia figlia che per lavoro rientra tardi la sera o una giovane ragazza, allora le cose cambiano. Intorno alla mia giostra, fortunatamente ancora non c'è spaccio, ma in questi anni ho notato che il fenomeno si sta allargando sempre più e temo possa arrivare anche qui».
Gianni Da Ronche, pur avendo apprezzato sia gli interventi attuati recentemente dall'amministrazione comunale, sia le iniziative portate avanti dei due Comitati di residenti che si sono formati per contrastare la delinquenza che dilaga, ha individuato alcuni punti deboli del quartiere intorno all'Acquedotto: un'illuminazione soffusa, bella ma facilmente oscurabile dal fogliame degli alberi, controlli sporadici da parte delle forze dell'ordine che dovrebbero invece aumentare la loro presenza, fermare i sospetti, e infine è necessaria una pulizia più accurata negli spazi verdi.
«Da pochi che erano, ora gli spacciatori, sono davvero aumentati e in modo preoccupante - continua - Prima erano nostrani e arrivavano da piazza Verdi ma oggi sono quasi tutti di colore e hanno monopolizzato il mercato».
Con l'avvicinarsi dell'estate si aggiunge però un elemento in più di paura. Infatti la giostrina resterà aperta fino alle 23, quando è già buio da parecchie ore ed è già iniziata la compravendita della droga. «Ho provveduto a illuminare la giostra dentro e fuori - conclude Da Ronche - ma non penso che questo possa contrastare chi delinque».
Le dirette interessate sono soprattutto le mamme e le nonne che se non hanno ancora avuto episodi negativi, temono da sempre che i bambini possano fare brutti incontri o che - e questo è attualmente il rischio maggiore - possano farsi male con qualche oggetto dimenticato o lasciato per incuria, nel prato dove vanno a giocare. «Io abito proprio dalla Stazione ferroviaria - dice mamma Simona - ho un bambino di 4 anni e come tutti i bambini della sua età, stravede per la giostra. Veniamo però solo di giorno e mi sembra che non ci siano problemi, ma di sera non esco mai se non accompagnata da mio marito». «Io non abito nella zona - dice Arianna - ma in Borgo Punta e quando non porto i miei due bambini di 3 e 5 anni, qui alla giostra, vado in Piazza Ariostea, dove però la situazione di pericolo di farsi male con vetri, lattine e altro, non è minore».
L'unico papà presente è Massimiliano che ha un bambino di 3 anni e mezzo. «Veniamo qui - dichiara - perché oltre alla giostra ci sono molte iniziative per i bambini, in Piazza XXIV Maggio senza aver avuto problemi, ma non si sa mai...». Nonna Patrizia come i genitori intervistati ha lo stesso pensiero: proteggere i bambini da ogni pericolo presente o futuro.
Margherita Goberti
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