Visita oculistica dei 3 anni? C’è posto solo dopo i 4
I pediatri la raccomandano e la prescrivono per tempo. Lista completa. E il vaccino contro la meningite killer di tipo B costa più di 160 euro
FERRARA. “Un aspetto della salute del proprio bimbo, spesso sottovalutato da molti genitori, è quello della vista. Basti pensare che in Italia sono circa due milioni e mezzo i bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni che soffrono di disturbi agli occhi, dagli arrossamenti ai frequenti mal di testa causati dai difetti visivi, riscontrati soprattutto durante le ore scolastiche. La prevenzione è fondamentale”. Sono diversi e tutti molto utili gli opuscoli che vengono consegnati dai pediatri di base già dalla prima visita. Tra le migliaia di raccomandazioni, al finire del terzo anno d’età, spicca la “visita oculistica completa” e la “valutazione ortottica”. «Come da indicazioni della pediatra, ricetta alla mano sono andata in farmacia tanto a Ferrara quanto a Voghiera- spiega Ermira Rama, mamma di due bimbi - ma non sono riusciti a fissare un appuntamento. Tutto pieno, mi hanno detto». La signora Rama ha quindi chiesto spiegazioni, «significa che dobbiamo aspettare più di un anno ed è per questo che non si riesce a prendere l’appuntamento».
Utilizzando l’impegnativa di un’altra bambina nella stessa situazione, ieri mattina abbiamo telefonato al Cup passando per il numero verde. E la risposta ha confermato una situazione che ha del paradossale vista l’età dei pazienti. «Mi spiace signora - ha spiegato gentilmente la ragazza del centralino - ma andiamo un pochino avanti con le visite...». Avanti quanto? «Aprile 2017, cosa faccio, confermo?». Un anno, un anno d’attesa per una visita che riguarda “un aspetto della salute del proprio bimbo, spesso sottovalutato da molti genitori”. «E quindi cosa dovremmo fare? Aspettare che sia troppo tardi o andare privatamente? Dobbiamo pagare ben che vada 150 euro per non avere rimorsi? E chi non può pagare, cosa fa?». Ennesima conferma anche da un’altra mamma: «Chiederò che venga considerata l’urgenza - sostiene - d’altronde non posso fare altrimenti e privatamente non ho la possibilità di andare».
La salute costa e per coloro che hanno più di un figlio le spese mediche iniziano ad essere una voce importante nel bilancio familiare. «Altro tasto dolente sono le vaccinazioni - continuano i genitori - Quelle obbligatorie sono naturalmente gratuite, il problema si pone per quelle “altamente consigliate”». Se si decide di vaccinare i bambini (ma anche gli adulti) contro il meningococco di tipo B (meningite da meningococco B, un ceppo diverso dagli altri casi, meningococco di tipo C che è tra i vaccini obbligatori) per i quali è scattato l’allarme in Toscana negli ultimi mesi, bisogna pagare. Le dosi previste sono due e costano 73,35 euro ciascuna più 16 euro per la somministrazione, per un totale di 162 euro, indipendentemente dalla fascia di reddito. L’antivaricella costa invece 50 euro mentre per il rotavirus si sale a 150.
«Quando abbiamo chiesto indicazioni ai medici sulla meningite di tipo B - continuano gli interessati - tutti hanno concordato sulla validità dello stesso e si sono sentiti di consigliarlo altamente, visto anche come stanno andando le cose. Abbiamo anche visto che in Toscana il vaccino in questione non si paga, proprio perché è ormai scattato l’allarme. Abbiamo già fatto la prima dose, andiamo avanti perché non possiamo e non vogliamo rischiare con nostra figlia. Ma è mai possibile una cosa del genere? In questo modo non tutti possono scegliere e ancora una volta chi non ha soldi non vede garantito uno dei diritti fondamentali: quello alla salute».
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