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Col tennis si riscopre la storia di Argenta

Col tennis si riscopre la storia di Argenta

ARGENTA. Panatta, Zugarelli e Bertolucci, rappresentano la storia del tennis italiano e proprio loro, fra gli anni '60-'80, hanno calcato i campi del Tennis Club argentano. Per ricordare che cos'era...

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ARGENTA. Panatta, Zugarelli e Bertolucci, rappresentano la storia del tennis italiano e proprio loro, fra gli anni '60-'80, hanno calcato i campi del Tennis Club argentano. Per ricordare che cos'era il tennis ad Argenta, è visitabile al centro Mercato, fino al 29 giugno, la mostra "Argenta loves tennis" (foto dell’archivio di Sandrino Nanni e capi d’abbigliamento della Fondazione Fila Museum di Biella). L'iniziativa promossa dall'associazione Giovan Battista Aleotti 1546 in collaborazione col Centro Tennis Argenta e la Fondazione di Biella, ha permesso di ripassare la storia del tennis italiano ma soprattutto, quella argentana di ieri e di oggi. All’inaugurazione il sindaco Antonio Fiorentini ha esaltato il tennis come sport educativo, che utilizza un linguaggio compreso dai giovani tant'è che, dopo un periodo di declino del circolo tennis, oggi questa struttura è rinata. E il massimo responsabile del circolo Nicola Minni ha chiarito questo successo dovuto anche agli investimenti fatti da Comune/Soelia. Infatti, dopo 4 anni, 158 sono i soci di cui 60 sono bimbi e i successi conseguiti sul piano sportivo (si spera di portare la squadre in serie "C") fanno davvero ben sperare. Ma soprattutto «si è tornati a dire e sentire - ha detto Minni - che il circolo tennis è un bel posto: sì, siamo riusciti a portare il nostro circolo ad un livello che merita e non è finita perché stiamo crescendo ancora». Quindi Marco Negri vicepresidente della Fondazione biellese e Giorgio Basso hanno raccontato come è nata l'azienda Fila. Dopo un collegamento telefonico tra il presidente Gianlugi Zaina e il circolo tennis di Cervia, è stata presentata la squadra dei tennisti argentani formata da capitan Nicolò Tirapani, Giorgio Manzoni, Riccardo Venturini, Elia Brunelli, Rolando Binelli(assente Fabio Felicetti). A loro Giorgio Basso ha detto: «Il futuro è credere nella bellezza dei propri sogni». (g.c.)

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