«Crediamo nella cittadinanza attiva»
CENTO. «È con grande soddisfazione che presento le quattro squadre che compongono la coalizione di centrosinistra. Una coalizione fondata su valori condivisi e con un programma unitario che, dal...
CENTO. «È con grande soddisfazione che presento le quattro squadre che compongono la coalizione di centrosinistra. Una coalizione fondata su valori condivisi e con un programma unitario che, dal primo giorno dopo le elezioni, le permetteranno di governare unita e coesa. Il progetto nuovo è Civitas, mentre con Cittadini insieme – I Care una riconferma». Così il candidato sindaco Piero Lodi ha iniziato martedì la presentazione delle 4 liste che compongono la coalizione. «Dopo un percorso svolto assieme che ha portato ad una convergenza politico-programmatica, nasce per queste elezioni Civitas, punto di riferimento di chi non ha o non si riconosce più in un partito (Fds o Sel) o chi vuole portare la propria esperienza, e credere in un programma di coalizione». Il capogruppo Edoardo Accorsi (Civitas) ha lanciato una «lista nuova, composta da persone di sinistra che credono nell’idea della cittadinanza attiva e aperta, persone di ogni età, con una propria identità, inserite in vari ambiti del Centese». Nella lista, non solo persone con esperienza amministrativa come l’assessore Rolfini o il consigliere comunale Carlotti, ma anche tanti giovani: «Il nuovo centro giovanile in cui si svilupperà il progetto Informa-Forma-Spazio Giovani 2.0, dove potenziare il servizio dell’Informagiovani, come ponte tra la scuola e il lavoro, e come spazio aggregativo. Ma non solo, alla base, valori fondanti come la legalità, i diritti, l'ambiente e il welfare». Lodi non risparmia poi attacchi agli altri candidati sindaco. Prima a Contri: «Come è possibile candidarsi a governare con due liste inconciliabili, una che si ispira ai valori cattolici, l’altra che vuole rigettare i clandestini in mare». Poi a Toselli: «Due liste civiche di scopo, nate solo per le elezioni, e per far rivivere con le stesse persone, l'esperienza civica di Apc, che si è dimostrata un processo oligarchico, senza democrazia né rappresentanza».
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