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Ici alle scuole cattoliche il Comune prende tempo

Ici alle scuole cattoliche il Comune prende tempo

L’assessore Vaccari: aspetteremo l’esito finale del contenzioso per i pagamenti Serviranno anni. Gli istituti: siamo già in “rosso”, molti ora potrebbero chiudere

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Non si sa se e quando le parrocchie ferraresi pagheranno mai, effettivamente, quei 100mila euro solo di arretrati Ici 2010, che il Comune ha contestato sulla base di una sentenza della Cassazione. All’arcivescovo Luigi Negri che ha fatto sapere di non aver intenzione di pagare prima dell’esito dei ricorsi, ha fatto eco ieri l’assessore Luca Vaccari: «Attenderemo l’esito definitivo del contenzioso prima di iscrivere a ruolo queste somme, del resto è la prassi normale in questi casi». Dato che il contenzioso pende attualmente in sede di commissione tributaria provinciale, e che sono poi a disposizione l’appello regionale e il ricorso alla Cassazione, per un’eventuale modifica della sentenza originaria, i tempi si allungano parecchio: tanto più che il Comune ha a disposizione 3 anni di tempo dal 31 dicembre dell’anno dell’ultimo livello di giudizio, per imporre il pagamento.

Nel frattempo potrebbero intervenire altre sentenze, anche se risulta che Ferrara sia stato tra i primi capoluoghi di provincia a muoversi (a Palazzo Municipale parlano anche di Ravenne e altri Comuni romagnoli), per le sole scuole direttamente gestite da parrocchie ed enti religiosi: le altre pagavano già l’imposta. Ferrara resta comunque in prima linea sull’argomento, anche perché «risulta tra tutti i capoluoghi emiliano-romagnoli, quello che dà meno contributi alle paritarie - ricorda don Vincenzo Serafini, che segue le scuole cattoliche - Non sono sufficienti a coprire le spese, tanto che le scuole chiudono tutti i bilanci in perdita. Per questo è stato fatto il ricorso, non sono attività a scopo di lucro. Nell’ultimo anno diverse materne hanno chiuso, altre sono state trasformate in onlus ma con l’aggravio dell’Ici altri istituti saranno a rischio».

Gli alleati del Pd hanno preso posizione. Leonardo Fiorentini (Si) non si «scandalizza troppo» dall’iniziativa dell’arcivescovo, che si è appellato direttamente a Renzi, ma preferisce un sistema di agevolazioni statali all’esenzione Ici. Per Alberto Bova (Fc), invece, «tutti gli immobili dove viene esercitata l’attività scolastica obbligatoria dovrebbero essere esenti dall’Ici», perché «spesso i priva, ed in particolare le scuole cattoliche, sopperiscono alle mancanze strutturali statali o affiancano le istituzioni nel settore dell’istruzione». (s.c.)

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