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Processo Tartari, Pajdek cambia il legale in corsa

Processo Tartari, Pajdek cambia il legale in corsa

La nomina a due giorni dall’udienza fissata per oggi, la difesa chiederà un rinvio Il giudice Tassoni potrebbe indicare una nuova data per l’arringa dell’avvocato

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Colpo di scena al processo Tartari. L’unico imputato giudicato in rito abbreviato, il croato Ivan Pajdek, 51 anni, martedì scorso - a due giorni dall’udienza fissata per oggi - ha nominato un avvocato di fiducia, Stefania Pettinacci, del foro di Bologna.

L’atto ha comportato la decadenza del legale d’ufficio, Daniele Borgia, e potrebbe condizionare lo sviluppo dell’udienza di questa mattina, nella quale è programmata l’arringa della difesa. La novità ha messo l’avvocato appena nominato nella condizione di chiedere i cosiddetti “termini a difesa”, un rinvio cioè del processo per poter esaminare il corposo dossier degli atti disponibili. La richiesta sarà presentata al giudice, Piera Tassoni, questa mattina alle 10, nelle fasi iniziali dell’udienza durante la quale lo stesso Pajdek avrebbe dovuto fare dichiarazioni spontanee (questa la sua intenzione), intervento che potrebbe essere rinviato assieme all’udienza. La concessione dei termini a difesa è molto probabile, ma in questo caso (è stato l’imputato a cambiare il legale, non l’avvocato a lasciare il processo) non è scontata. Pajdek rischia una condanna altissima (il pm ha chiesto trent’anni) e quindi l’esigenza di mettere la difesa nella condizione di agire e decidere al meglio per l’imputato potrebbe spingere il giudice ad accogliere la richiesta del legale. Si vedrà stamattina. Pajdek è l’unico dei tre imputati ad aver scelto il rito abbreviato che concede uno sconto di pena all’imputato. Nella precedente udienza avevano parlato il pm, Filippo di Benedetto, e l’avvocato di parte civile, Eugenio Gallerani. L’ultima versione fornita da Pajdek sull’omicidio è che Pierluigi Tartari sarebbe morto già nella sua casa e non nel casolare dove fu poi abbandonato: Pajdek sarebbe stato fuori dall’abitazione (a prelevare i soldi col bancomat dello stesso Tartari) mentre gli altri due lo imbavagliavano fino a soffocarlo. La sentenza potrebbe arrivare ai primi di giugno se il colpo di scena di martedì scorso non modificherà l’agenda del processo. A settembre partirà il dibattimento per gli altri due imputati: Patrik Ruszo e Constantin Fiti.

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