«Trecento milioni e riavrete Pier Paolo»
La telefonata con richiesta di riscatto arrivò a poche ore dal rapimento da una cabina di Lido Nazioni
CODIGORO. «Chi sa ci aiuti». Quattro parole, quattro pietre. Anna Maria Minguzzi è una signora provata dai fatti che su di lei si sono avversati, ma non ha perso la fiducia nelle istituzioni e in chi indaga. «Chi può darci una mano, lo faccia - prosegue dagli uffici di via Aminta, a Pontelagoscuro, sede della Securiteam di Davide Tuzzi - ». Con lei lo ripetono anche i suoi legali, Paolo Cristofori e Luca Canella, ai quali Anna Maria ha affidato gran parte delle sue speranze per arrivare alla verità sulla morte del fratello Pier Paolo. Negli anni, tra fascicoli, riscontri, indizi, prove e controprove, si è aperta una forbice che sta portando l’investigatore e la famiglia ad individuare due possibili moventi: un vero e proprio rapimento a scopo di estorsione, oppure una punizione, finale, per aver visto o udito qualcosa che Pier Paolo non doveva vedere. Non era un periodo tranquillo, quello degli anni ottanta, nel Ravennate. Locali bruciati, vendette trasversali, altre brutte vicende. Nemmeno la zona di Comacchio, per la verità, era rimasta fuori da questo giro: discoteche in cenere, minacce, polizia e carabinieri costantemente in allerta. Sta di fatto che a poche ore dal rapimento di Pier Paolo Minguzzi, quel martedì successivo alla Pasqua, arrivò già la prima telefonata con la richiesta di riscatto: 300 milioni di lire, e Pier Paolo sarebbe tornato, disse quella voce con eloquio siciliano. Ma allora perché, se il vero movente era quello dell’estorsione, non mostrare la prova (chiesta dalla famiglia) che Pier Paolo era vivo? Forse perché era già morto? Forse. Ecco perché negli ultimi anni, pur ad indagini non riaperte, il movente sembra da ricercare altrove. Pier Paolo potrebbe aver visto, udito, essere stato il testimone di una scena che, nella testa dei suoi assassini, non doveva vedere. (m.puli.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
