La Nuova Ferrara

Ferrara

«Accogliere tutti così come sono»

L’arcivescovo Negri ieri al Corpus Domini: non abbiamo bisogno di fare l’analisi di chi ci vive accanto

2 MINUTI DI LETTURA





Quest’anno la festa del Corpus Domini si è svolta all’aperto perchè, come ha detto don Franco che ha preparato la piazza alla solenne funzione accompagnandola durante tutta la cerimonia, doveva essere un momento di incontro con il popolo. Il corteo dei religiosi è arrivato sul sagrato del Duomo, dall’arcivescovado per posizionarsi intorno all’altare dove l’arcivescovo monsignor Luigi Negri ha celebrato la S.Messa, sottolineata dai canti eseguiti dai Piccoli Cantori di San Francesco, da una corale formata da varie parrocchie, accompagnati da un’orchestra. La funzione era appena iniziata, i fedeli erano in raccoglimento quando c’è stato una sgradevole fuori programma; un passante ha gridato “Paga l’Ici!” e poi se ne è andato. La funzione è proseguita regolarmente fino alla formazione della processione aperta dall’Unitalsi, seguita dalla Croce e dalle candele, dal popolo, dai sacerdoti, dai diaconi fino al baldacchino con il Santissimo preceduto da tutte le autorità cittadine.

Il Percorso compiuto, sempre al suono delle campane e dai canti, ha toccato via Bersaglieri del Po, corso Giovecca, corso Martiri per fare ritorno davanti al Duomo dove l’arcivescovo ha pronunciato l’omelia e benedetto i presenti.

«Per tutto il pomeriggio il grande giudizio su cui si poggia la chiesa, si è fatto sentire irresistibile con l’adorazione di Gesù crocifisso, risorto nell’umile segno del pane e del vino; così che quando celebriamo l’Eucarestia, ricordiamo la sua morte e resurrezione. L’Eucarestia - ha continuato - è il cuore della chiesa, della salvezza del mondo e riconoscendo in Lei la presenza di Cristo ricordiamo anche la presenza degli uomini che ci sono vicino».

L’arcivescovo si è rivolto quindi al problema più emergente di questi tempi, cioè l’accoglienza. «Non abbiamo bisogno di fare l’analisi di chi ci vive accanto - prosegue - lo accogliamo così com’è, con tutte le sue “povertà”; la prima è rappresentata dalla non conoscenza e dall’assenza di Cristo. L’Eucarestia allora si fa missione, ed oggi durante la processione l’abbiamo mostrata alla città, non come una provocazione, ma come la grande proposta che facciamo all’uomo della nostra epoca».

Monsignor Negri ha poi ringraziato e ricordato prima di tutto i sacerdoti scomparsi quest’anno, sottolineando il valore del loro servizio; ha espresso la propria gratitudine ai numerosi fedele presenti, a chi ha organizzato la cerimonia in particolare a monsignor Marco Bezzi che gliela aveva proposta fin dall’anno scorso.

«La vita va; scorre - ha concluso l’arcivescovo - importante che sappiamo viverla nella fede. Poichè il tempo prosegue c’è la possibilità che questo per me sia l’ultimo Corpus Domini con Voi».

Margherita Goberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google