«Costruiamo insieme una Ferrara più forte»
Paul, 44 anni, venditore ambulante, ha dato l’allarme durante una rapina a mano armata
FERRARA. Ci si può ritrovare imprigionati sotto un’auto, minacciati da un mitra, impauriti, e fare la cosa giusta. Così ha saputo comportarsi Paul Ehibhatiomhan, nigeriano, 44 anni, sei figli che non vede da otto, venditore ambulante a Ferrara. In un italiano simpaticamente stentato e puntellato qua e là dall’inglese, ha ringraziato «il capo grande della questura di Ferrara» per il premio speciale ricevuto grazie al coraggio dimostrato durante la rapina del 12 dicembre a Mediaworld. Quel giorno, racconta al termine della cerimonia, mentre si trovava fuori del centro commerciale ha visto arrivare tre persone armate di mitra. Erano circa le 18.30 e faceva già buio pesto. «Li ho visti uscire da un’Audi, avevano le armi in mano. Mi hanno detto di andarmene subito. Ho chiesto perché? E loro “Vuoi morire?” Ho detto che, no, non volevo morire e allora mi hanno ordinato di andare sotto un’auto e restarmene lì fermo. Ma mentre si dirigevano verso Mediaworld con il telefonino ho chiamato tutti, polizia e carabinieri, e mentre aspettavo che arrivassero ho anche preso la targa della loro auto».
Proprio l’intervento delle forze dell’ordine aveva consentito di limitare le conseguenze della rapina e di accorciare i tempi di azione dei tre malviventi.
Nel ricevere il riconoscimento, Paul ha ringraziato prima di tutto «il Dio onnipotente per il dono di questa life» e ha espresso «soddisfazione per questo grande award», ricordando «la pronta risposta al mio sos contro i rapinatori che stavano terrorizzando le persone. Questo premio dimostra che la polizia è forte come una tigre nel contrastare la delinquenza ed è gentile come la colomba nel premiare chi è rispettoso della legge». Paul ha aggiunto poi di voler «approfittare di questa opportunità per dire che bisogna rispettare la legge e contribuire tutti a costruire una Ferrara più forte per le generazioni future». Una città, ha aggiunto poi «bellissima e accogliente. La mia vita? Un po’ difficile a volte, ma si va avanti piano piano. Sperando di rivedere i miei figli a Natale».
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